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8 marzo: i dati Censis sulla crescita del part time “involontario” per le donne

I dati Censis: Sfatato il mito del part time come libera scelta delle donne che vogliono dedicare più tempo alla famiglia

In Italia, secondo un’indagine del Censis realizzata in occasione dell’8 marzo, sono 3.105.000 le donne che hanno un lavoro a tempo parziale, il 32,6% delle occupate. Ma per 1.817.000 di loro (il 58,5%) si tratta di un part time involontario, che hanno dovuto accettare per la mancanza di offerte di lavoro a tempo pieno.

CensisLa ricerca del Censis rivela anche che siamo ultimi in Europa per l’accesso delle donne al mercato del lavoro, confermando il fatto che le donne in Italia fanno vere e proprie acrobazie per conciliare gli impegni di famiglia con l’occupazione.

Dal 2008 a oggi le donne che hanno scelto liberamente il part time sono diminuite del 20,9%, mentre quelle che lo hanno scelto involontariamente sono aumentate del 91,6%. Una situazione che ci differenzia dagli altri grandi Paesi europei, avverte il Censis: siamo al terz’ultimo posto in Europa, seguiti solo da Cipro e Grecia.

Siamo penultimi in Europa per il tasso di occupazione femminile, che in Italia è pari al 48%, migliore solo di quello della Grecia (43,4%) ma lontanissimo dal primo Paese, la Svezia (74,9%) e dalla media europea (61,2%). Nel nostro Paese si registra quindi un forte divario di genere nell’accesso al mercato del lavoro: la differenza tra il tasso di occupazione tra uomini e donne è di 18,4 punti percentuali. E non c’è solo un gender gap: nelle regioni del Centro-Nord tutti i dati riferiti al mercato del lavoro non sono distanti da quelli dei Paesi europei più avanzati, mentre al Sud la disoccupazione femminile è al 21,7%, le donne attive arrivano appena al 40,6% e il tasso di occupazione è solo del 31,7%.

Ma cifre a parte che rendono l’idea complessiva della situazione, occorrerebbe anche sapere che le disparità tra donne e uomini avvengono già nei colloqui di lavoro, dove ci sentiamo ancora dire: “ Ma lei ha figli? Mica pensa di averne?” Certo averne metterebbe a serio rischio il rendimento aziendale che non può permettersi di concedere diritti previsti per legge, ma solo di concederli dietro ricatto o come favore personale in cambio di turni di lavoro massacranti, o addirittura preferire il licenziamento della lavoratrice madre!

Le donne troppo spesso non denunciano questo, forse perché nel tempo è stato fatto credere loro che la sopportazione faccia parte della condizione di essere donna, che la pazienza e il silenzio siano le doti più importanti per una buona moglie o una buona lavoratrice. Troppe volte sentiamo dire: “non lamentarti perché c’è di peggio, oppure: ce ne sono tante che sarebbero disposte a prendere il tuo posto!” Non ci sarebbe paura di far rispettare i propri diritti se ci fosse più unione e sostegno fra tutte noi!

Lottare è la parola con cui si afferma il primo riconoscimento della giornata delle donne e “lotta” è la pratica che ancora oggi le donne devono portare avanti per non lasciare spazio all’ignoranza e alla prevaricazione.

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About Maria Carmen Fumiento

Maria Carmen Fumiento
Laureata in Scienze della Comunicazione, possiedo esperienza pluriennale nella pubblica amministrazione con funzioni anche di addetto stampa, pubbliche relazioni, organizzazione eventi, progettazione ecc. Formazione professionale in Esperto in marketing territoriale con pratica di tirocinio. Operatore professionale d'infanzia. Come profonda convinzione: "Una corretta informazione è garanzia di un' equa accessibilità ai servizi per il cittadino".

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