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Pasquale Campanello

Avellino, una strada dedicata a Pasquale Campanello: vittima di Camorra, vittima del Dovere

Scivola via il drappo dalla targa: il sacrificio di Pasquale Campanello non verrà dimenticato. Ora porta il suo nome una strada di Avellino

L’uomo

Era l‘8 febbraio ’93: quattordici proiettili, sparati a distanza ravvicinata, da quattro killer. Moriva così, a soli 32 anni, il Sovrintendente Capo di Polizia Penitenziaria Pasquale Campanello, era di ritorno dal lavoro. Un agguato camorristico sotto la propria abitazione, a Torrette di Mercogliano, quel giorno strappò alla vita il marito, il padre, l’uomo.

Nato ad Avellino il 14 Novembre 1960, Pasquale Campanello si era diplomato in agraria e progettava di fare l’enologo, ma poi aveva scelto di indossare la divisa, rinunciando ad altri sogni. La moglie, Antonietta Oliva, ha sempre sostenuto che la scelta del marito non era stata un ripiego lavorativo, ma lo aveva fatto con convinzione e alto senso del dovere. Arruolatosi nel Corpo degli Agenti di Custodia poco più che ventenne, quando nel 1990 venne istituito il Corpo di Polizia Penitenziaria, Pasquale era diventato sovrintendente Capo del Corpo.via-pasquale-campanello

Assegnato alla Casa Circondariale di Poggioreale, dove era addetto al padiglione di massima sicurezza “Venezia”, nel quale erano reclusi diversi affiliati alla Camorra, si distinse per l’intransigenza con la quale svolgeva il proprio lavoro. Fu proprio questa sua intransigenza che firmò la sua condanna a morte da parte dei clan, che non potevano sopportare la sfida che Pasquale Campanello portava avanti ogni giorno nel carcere allo strapotere dei detenuti camorristi.

La memoria

Vittima di Camorra, “Vittima del Dovere”. Così si legge sulla targa che apre la “Via Pasquale Campanello”, installata questa mattina ad Avellino e che intitola al Sovrintendente una traversa di Via Annarumma. Alla cerimonia di inaugurazione ha preso parte l’Amministrazione comunale, con la presenza del Sindaco Paolo Foti; una rappresentanza di agenti della Polizia Penitenziaria; i familiari e i rappresentanti di Libera Avellino.

Proprio a Libera Avellino si deve un generale moto di rinnovamento e di presa di coscienza sul fenomeno camorristico, estirpando lo stereotipo della nostra Provincia come “salva, inattaccabile”. Da diversi anni, infatti, l’Associazione contro le mafie è impegnata nel tenere viva la memoria collettiva e da quella ripartire per migliorare il presente, schierandosi al fianco dei familiari delle vittime innocenti di camorra.

A ventiquattro anni di distanza, dunque, la città di Avellino rende finalmente il doveroso tributo a Pasquale Campanello. Una strada per chi si incamminerà verso la speranza, la memoria e l’impegno collettivo.

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About Selene Fioretti

Selene Fioretti
Laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Salerno. La passione per la lettura e la scrittura sono la sua base. Crede fortemente nella libertà di espressione e nella necessità di critica. Sogna, dunque, un futuro nel campo della comunicazione.

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