Avellino celebra San Guglielmo, patrono d’Irpinia

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Il Comune di Avellino donerà l’olio per l’accensione della lampada perpetua all’Urna di San Guglielmo custodita nel Santuario di Montevergine

Il prossimo 25 giugno 2017 si celebrerà la solennità di San Guglielmo Abate, fondatore della comunità monastica di Montevergine e dal 1942, per volere di Papa Pio XII,  Patrono d’Irpinia. Per le ore 11:00 si terrà la celebrazione eucaristica presso la Basilica Cattedrale del Santuario di Montevergine. Quest’anno a donare l’olio per la lampada perpetua, posta  davanti all’Urna contenente il corpo del Santo, traslata lo scorso anno sotto l’altare del Santuario mariano, sarà il  Comune di Avellino.

LGuglielmoa tradizionale cerimonia del dono annuale  da parte di un’Amministrazione Comunale dell’olio per la lampada posta davanti l’urna con i resti mortali di San Guglielmo da Vercelli, ha avuto origine settantacinque anni fa, nel 1942, quando con Bolla Papale di Pio XII, il fondatore della Comunità religosa del Monte Partenio fu proclamato Patrono d’Irpinia. All’epoca il Santuario di Montevergine, in cui dal 1807 i resti mortali del Santo sono custoditi, ospitava anche una delle relique più preziose del Cristianesimo, la Sacra Sindone, che giunta a Montevergine nel 1939, vi rimarrà sino alla fine della II Guerra Mondiale, e ciò per sotrarla ai pericoli di furti o distruzione.

Un ruolo fondamentale in quel periodo – che coincide con la presenza a Montevergine della Sacra Sindone, per l’elevazione del Monaco Santo Guglielmo, fondatore del Monastero di Montevergine e di quello del Goleto a Patrono d’Irpinia – lo ha avuto l’allora Abate di Montevergine, Padre Giuseppe Ramiro Marcone, nominato da Papa Benedetto XV, nel 1918, ad appena trentasei anni Abate della Comunità Monastica del Partenio, incarico questo svolto sino alla morte, sopraggiunta, per il religioso, natio di San Pietro Infine (Caserta), l‘1 luglio  del 1952.

All’Abate Marcone, vicino a Casa Savoia e stimato dal Santo Padre Pio XII, si deve, oltre alla cura della Sacra Sindone, nel suo periodo di permanenza a Montevergine, e alle opportune sollecitazioni  per l’elevazione di San Guglielmo a Patrono d’Irpinia, anche la costruzione della Funicolare e dell’Istituto delle Suore Benedettine a Mercogliano, oltre che la vicinanza, alla popolazione del Capoluogo Irpino, nei tragici giorni dei bombardamenti del Settembre 1943. In quella triste occasione, che valse alla Città di Avellino la Medaglia d’Oro al Valore Civile, l’Abate Giuseppe Ramiro Marcone aprì le porte del Palazzo Abaziale di Loreto ai tanti sfollati che a causa dalla furia devastatrice della guerra avevano perso tutto.