Avellino, il Vescovo Aiello prescrive il viagra alla città e canta Luigi Tenco

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Il Vescovo di Avellino spiazza tutti: durante la sua visita alla parrocchia di Santa Maria delle Grazie canta Luigi Tenco, cita Karl Marx e fornisce una cura insolita per risollevare la città

Arturo Aiello: un Vescovo che non passa inosservato. Il Pastore della Diocesi di Avellino è una persona gioviale che ama utilizzare metodi di evangelizzazione sicuramente poco ortodossi ma, a quanto pare, molto efficaci se si considera che in pochi mesi è stato capace di conquistare i cuori di tutti, credenti e non.

Sì perché mons. Aiello è giunto ad Avellino il 30 giugno scorso e da allora spesso lo si vede di primo mattino passeggiare nella villa comunale mentre recita il Rosario cercando sempre il dialogo con i tanti giovani che affollano il corso cittadino prima di dirigersi verso i vari istituti scolastici; ancora, non è inusuale avvicinarlo mentre cura le aiuole di piazza Libertà, davanti al suo palazzo Episcopale, come se fosse un semplice giardiniere.

A tutto ciò va aggiunta la sua grande passione per la musica d’autore: spesso nelle omelie cita Battisti, Baglioni o De André proprio come ha fatto nel primo messaggio di saluto indirizzato ai fedeli del capoluogo irpino in cui ha esordito riportando una frase tratta dall’“Ave Maria” di Faber: “Gioie e dolori hanno il confine incerto”.avellino

Insomma un presule che sa destare interesse senza essere mai banale. Proprio come quando, al termine delle celebrazioni liturgiche, chiede una chitarra ed inizia ad improvvisare qualche brano.

L’ultimo episodio del genere è accaduto mercoledì scorso durante la sua visita alla parrocchia di Santa Maria delle Grazie, in occasione della festa di San Francesco d’Assisi: in una chiesa gremita, e alla presenza del primo cittadino Paolo Foti, il Vescovo ha suonato ed intonato la canzone di Luigi TencoVedrai, vedrai“.

Non è stato però l’unico episodio colorito della giornata: degni di nota sono alcuni passaggi del discorso che mons. Aiello ha pronunciato rivolgendosi con un tono critico e provocatorio alla città di Avellino:

“La mattina mi affaccio dal mio balcone di piazza Libertà e mi chiedo perché Avellino è ridotta così. Cosa bisogna fare per risollevarla? Che ci voglia un’iniezione di viagra?”

Infine ha spiazzato tutti anche sul tema dell’immigrazione. Nell’esortare la città ad adoperarsi con coraggio ed altruismo nell’opera di accoglienza degli immigrati, ha citato Karl Marx:

Ai migranti dobbiamo assicurare una possibilità e non solo il pane. Sapete come finiva il “Capitale” di Marx? Con una frase poeticissima. Quella sul bisogno dell’uomo: il pane e le rose, il necessario ma anche il superfluo che però edifica e valorizza l’individuo.”