Biblioteca Statale di Montevergine: un’anteprima degli incunaboli in mostra per le Giornate Europee del Patrimonio

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incunaboli

La Biblioteca Statale di Montevergine si prepara all’allestimento della mostra degli incunaboli: scopriamo di cosa si tratta

La Biblioteca Statale di Montevergine, situata a Mercogliano, aderisce anche quest’anno alle Giornate Europee del Patrimonio (23-24 settembre) e alla Domenica di carta (8 ottobre).

A fare da protagonisti nella prestigiosa sala espositiva della Biblioteca, dove i monaci benedettini da secoli custodiscono un patrominio librario ineguagliabile, saranno gli incunaboli.

Ma cosa sono gli incunaboli e perchè sono così preziosi? Gli incunaboli potremmo definirli i primi libri moderni, stampati in serie e con la tecnica a caratteri mobili e realizzati tra la metà del XV secolo e l’anno 1500 incluso. Sono prevalentemente senza frontespizio e possiedono solo un’ indicazione, spesso approssimativa, che riporta il nome dell’autore dell’opera e un titolo nell’incipit. Sono opere comunque perfezionate a mano, ovvero presentano lettere miniate in cui compaiono personaggi o simboli relativi al contenuto del volume, e tavole illustrate realizzate da monaci o artisti del tempo.

La Biblioteca di Montevergine possiede ben 35 incunaboli, prevalentemente tutti a carattere religioso e una stampa della Fiammetta del Boccaccio (prima stampa in Italia) del 1472 ad opera di Bartolomeo De Valdezocco. Troveremo esposti durante le Giornate Europee del Patrimonio e la Domenica di Carta 6 incunaboli originali e due in riproduzione fotografica dei 35 posseduti. Il più importante di questi è un incunabolo del 1498, stampato a Parigi da Philippe Pigouchet con numerosissime iniziali miniate  e ben 20 illustrazioni a piena pagina di dimensioni di 21 cm circa. Una di queste, riprodotta anche nella brochure dell’evento, rappresenta il Martirio di San Giovanni Evangelista, immerso nell’olio bollente.

Sperando di aver incuriosito i nostri lettori, non ci resta che aspettare di vedere di persona questi splendidi esemplari che facevano parte del corredo delle celle dei monaci e che restano sempre preziosi oggetti di studio.