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monteforte irpino
Foto da Facebook CasaPound Avellino

CasaPound Avellino, a Monteforte Irpino contro il Centro d’Accoglienza

Alcuni militanti del gruppo di estrema destra CasaPound Avellino hanno manifestato alle porte di Monteforte Irpino contro i centri d’accoglienza

In mattinata, alcuni militanti del gruppo di estrema destra CasaPound Avellino, si sono riuniti alle porte di Monteforte Irpino, all’altezza di via Rivarano, per protestare contro i centri d’accoglienza e il loro presunto assorbimento di fondi diversamente destinabili agli italiani.

NO AL CENTRO D’ACCOGLIENZA

Questa la ragione sociale che ha accompagnato il logo della tartaruga di CasaPound nella giornata odierna. Le motivazioni della manifestazione di dissenso vanno ricercate nei recenti avvenimenti di cronaca che hanno visto protagonisti proprio immigrati di origine africana. In particolar modo si fa riferimento ad un episodio di tentata violenza occorso lo scorso 24 marzo proprio a Monteforte. In quel caso sono stati tre ragazzi nigeriani ad essersi resi colpevoli dell’accaduto.

La corrente di pensiero di CasaPound sostiene che i fondi investiti nelle case d’accoglienza potrebbero essere utilizzati diversamente, in particolare convertendoli in un “reddito di natalità” che incentiverebbe le nascite di figli italiani. Sostenendo che non sempre gli immigrati che arrivano scappano realmente da fame e guerre (nonostante in questo preciso istante in Africa siano in corso 214 conflitti in 29 Paesi), piuttosto che rimediare al calo demografico con il loro inserimento nella società italiana, andrebbero sostenute e incentivate alla procreazione le famiglie di origine esclusivamente italiana, mediante una politica sociale atta a rimpinzare le tasche dei nostri concittadini.

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Fonte: Facebook CasaPound Avellino

Bandiere italiane e volantini di propaganda, dunque, hanno rappresentato un momento di dissenso che è figlio di una escalation d’intolleranza cui va posto un freno. Proprio un paio di giorni fa avevamo ascoltato il mediatore culturale Pierre Dimitri Meka ripudiare, come tutto il popolo africano la violenza, soprattutto se esercitata sulle donne. Gli abbiamo sentito pronunciare le sue scuse, a nome di tutti i migranti che giungono qui e non onorano la loro cultura nel rispetto della nostra, ricordandoci che in ogni popolo esistono i “buoni” e i “cattivi”. È evidente che non basta.

Si potrebbe discutere sulla regolamentazione dei flussi migratori e sul supporto non sempre adeguato dei Paesi comunitari, si può manifestare pro o contro l’accoglienza dei migranti, secondo i propri ideali e la propria coscienza, badando bene di non varcare confini sottili, tessendo odio e non opinione, come facilmente si può fraintendere in circostanze del genere.

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About Mario Vitucci

Mario Vitucci
Diplomato nel 2013 presso il Liceo Scientifico Statale "P.S. Mancini" di Avellino, frequento attualmente il corso di laurea in Ingegneria Aerospaziale presso l'Università Federico II di Napoli. Nonostante il percorso di studi che ho scelto, inseguo la passione per la scrittura e per l'informazione. Collaboro con passione con Zon da marzo 2015.

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