Dogana: al via i carotaggi in vista del recupero dello storico edificio

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Sono finalmente partiti i carotaggi e tutte le operazioni necessarie per verificare la staticità della Dogana di Avellino. Tra venti giorni i primi risultati che forniranno un quadro dettagliato degli interventi urgenti da realizzare

Tutte le diatribe giudiziarie ed amministrative riguardanti la Dogana di Avellino sembrano un lontano ricordo e oggi finalmente si può dire che si è messo in moto il meccanismo che porterà al recupero di uno degli edifici simbolo del capoluogo irpino.

Sono stati avviati infatti i carotaggi: una serie di prove e di analisi che consentiranno di conoscere con esattezza lo stato di salute dell’immobile, in modo particolare dell’involucro e quindi delle sue facciate, così da poter programmare gli interventi improcrastinabili doganaper la conservazione della struttura.

Le indagini proseguiranno fino al 30 settembre e comprenderanno prove endoscopiche, sondaggi geognostici, prove geotermiche sui campioni di terreno prelevati, prove penetrometriche dinamiche pesanti e la prospezione sismica superficiale.

Solo un paio di settimane fa, e per la precisione il 5 settembre scorso, lo storico edificio era entrato definitivamente in possesso del Comune di Avellino in virtù dell’atto di esproprio che l’ha sottratto alla disponibilità della famiglia Sarchiola, ormai ex proprietaria.

Tanti i progetti e le idee per il recupero della Dogana. I lavori tuttavia non inizieranno prima del 2018 quando sarà più delineato il quadro finanziario e quindi l’ammontare delle risorse economiche che potranno essere utilizzate. Sembra certa però la realizzazione di una sala polifunzionale da 200 posti, di una caffetteria e di sale espositive.

Infine c’è da approfondire il discorso gestionale. Come già sottolineato più volte in passato da Ugo Tomasone, assessore all’urbanistica del Comune di Avellino, l’auspicio è che alla Dogana sia assicurato un utilizzo quotidiano perché diventi volano per il rilancio dell’intero centro storico; senza contare inoltre che l’uso della struttura dovrà garantire una certa sostenibilità economica per evitare che gli oneri gestionali gravino esclusivamente sulle casse comunali.