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Ph - Valentino Graziano

Il Carnevale a Mercogliano si veste di Zeza Viola

Il Carnevale a Mercogliano si veste di Zeza Viola e scende in piazza domani per la tradizionale sfilata

Il Carnevale a Mercogliano si rivive anche quest’anno attraverso la colorata e melodiosa rappresentazione della Zeza Viola. Ma facciamo un passo indietro e scopriamo dove affondano le radici della tradizione carnascialesca mercoglianese. La sua origine risale al 1700, durante l’occupazione del regno di Napoli da parte dei re di Spagna.

L’attuale canovaccio è di origine prettamente irpina e i personaggi chiave sono: Zeza Viola, ossia il carnevale a MercoglianoLucrezia, suo marito Pulcinella, detto Granturco, oste di professione, la loro figlia Purziella, ossia Porzia, nella rappresentazione mercoglianese detta Vincenzella, il pretendente alla sua mano Don Nicola, studente in medicina ed il padrone della taverna Don Fabrizio, impenitente donnaiolo.

Con il passare degli anni la commedia viene arricchita con tanti altri personaggi che contribuiscono allo sviluppo della farsa, tra questi il prete, il giardiniere, il cacciatore con la sua pacchiana, il venditore ambulante, la Morte con il Diavolo (che insidiano Pulcinella e don Nicola) e infine il pubblico, che incita gli attori partecipando alle vicende di questa famiglia scombinata. Ricordiamo inoltre che tutti i personaggi sono interpretati esclusivamente da uomini, così come vuole la tradizione.

È anche interessante osservare sotto altro profilo la Canzone di Zeza e cioè quello puramente rituale che affonda le sue radici nei riti pagani del passaggio stagionale dall’inverno alla primavera, ossia dalla morte alla vita. Pulcinella qui rappresenta l’anno-padre che, ormai vecchio e morente, viene ferito, per l’esattezza castrato, dal futuro genero-figlio Don Nicola. Costretto dagli eventi, deve accettare quello che è il normale scorrere della vita, acconsente alle nozze, per cui si assicura la continuità del ciclo rigenerativo attraverso i figli.
Una tradizione che si tramanda da generazioni e che ha saputo così bene rappresentare la Commedia della Vita. Nel 1968 le “Zeze” furono addirittura due, quella di Capocastello (centro storico e parte alta di Mercogliano), e quella del Casale. Infatti, esisteva una non mai sopita rivalità fra i “capocastellari” e i “casalicchi” e, a onor di cronaca, dobbiamo ricordare che alla premiazione di Avellino il primo premio fu vinto dal complesso di Capocastello, organizzato e diretto da Beniamino Izzo e Domenico Sensale.
Questa la dichiarazione rilasciataci dal Presidente dell’Associazione Zeza di Mercogliano, Mario Cerchione:

La Zeza anche quest’anno ha raccolto intorno a sé tanti giovani che, insieme alla vecchia guardia, che ha loro tramandato oralmente il canovaccio della Zeza, ha messo in scena uno spettacolo unico e divertente. La partecipazione all’Expo, gemellaggio culturale con la città di Rho, è uno dei tanti tasselli che si aggiungono ad un progetto che porta la nostra rappresentazione fuori dai confini regionali. Suggestiva la presenza della Zeza al parco della musica di Roma, dove il 5 febbraio ci siamo esibiti di fronte a 1500 persone. Sono tante le soddisfazioni che il popolo irpino riceve quando mette in scena le sue tradizioni.

 

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About Maria Carmen Fumiento

Maria Carmen Fumiento
Laureata in Scienze della Comunicazione, possiedo esperienza pluriennale nella pubblica amministrazione con funzioni anche di addetto stampa, pubbliche relazioni, organizzazione eventi, progettazione ecc. Formazione professionale in Esperto in marketing territoriale con pratica di tirocinio. Operatore professionale d'infanzia. Come profonda convinzione: "Una corretta informazione è garanzia di un' equa accessibilità ai servizi per il cittadino".

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