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Juta a Montevergine

La Juta a Montevergine: anche quest’anno il 12 settembre rivive la tradizione

La Juta a Montevergine: il 12 settembre da Ospedaletto d’Alpinolo una salita emozionante al ritmo dei tamburi

La Juta a Montevergine: un rito della tradizione popolare che trova, da 18 anni, il comune di Ospedaletto d’Alpinolo il paese dell’ ospitalità, l’ultimo paese che precede il Santuario e che funge da luogo di accoglienza per tutte quelle persone che arrivavano la sera precedente la festa.

Questo paese fa infatti rivivere in tre serate (10, 11 e 12 settembre) la suggestione di questa salita verso il monte da parte dei pellegrini provenienti da tutta la Regione per chiedere la grazia alla Mamma Schiavona.

La Madonna di Montevergine è l’ultima delle sette Sorelle della tradizione mariana: la Madonna dell’Arco, la Madonna delle Galline, la Madonna dei Bagni, la Madonna Avvocata, S. Anna a Lettere, la Madonna di Materdomini.

Ma è la Mamma Schiavona, quella dalla pelle scura, che per vergogna si nasconde, pensando di essere la più brutta, sulla cima di un’impervia montagna, quella appunto di Montevergine.

Ma forse proprio per questa sua voluta inaccessibilità, finisce per essere la più desiderata, la più bella, la più incantevole di tutte. Lei infatti apre l’Anno sacro (il 2 febbraio con la Candelora), lei lo chiude (il 12 settembre con la Juta).

La mattina del 12 settembre da Ospedaletto d’Alpinolo fino a Montevergine si ripercorrono le stesse atmosfere che accompagnavano un tempo i pellegrini nella salita verso la Madonna nera (ovvero “sagljuta” da cui per l’appunto “juta”).

Il paese si prepara anche quest’anno ad aprire le proprie botteghe, portando in piazza canti, balli, suoni, prodotti tipici, saltimbanchi, circhi di strada, artisti di strada, cavalli, carri e macchine addobbate.

Su carri coloratissimiJuta a Montevergine trainati da buoi o da cavalli i pellegrini intraprendono l’ascesa cantando sul ritmo dei tamburi la richiesta alla Vergine fino ad arrivare al Santuario, ecco un esempio dei alcuni dei versi bagnolesi cantati all’andata:

“Chi vo’ grazia ‘a Mamma Schiavona, ca sagliesse lu Muntagnone,

Lu Muntagnonu stamu sagliènne e quanta grazie ca stamu avènne,

Avimmu cammenàtu tutta stanotte, p’ menì addo’ Mamma nosta”…

Mentre sulla via del ritorno:

Juta a MontevergineStatti bona, Maronna mia, è fattu juornu e ngi n’avima ì’,

Statti bona, Maronna mia, l’annu chi bene turnamu a benì….

 

Sia l’attesa che l’ascesa della Juta a Montevergine sono caratterizzate da tammurriate, che continuano per l’intera mattinata della festa sul sagrato del Santuario.

Caratteristico è il canto che viene eseguito sull’ antica “scala santa” della Chiesa: ad ogni gradino ci si ferma, un solista intona la proposta ed il coro conclude.

La “salita” intera è di 23 gradini e tutta la scala rappresenta la stessa montagna. Alla fine del rito, si entra in chiesa e si esce dalla porta principale cantando col tamburo, senza mai voltare le spalle al quadro della Madonna.

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About Maria Carmen Fumiento

Maria Carmen Fumiento
Laureata in Scienze della Comunicazione, Esperto in marketing territoriale, con esperienza pluriennale nella pubblica amministrazione con funzioni di addetto stampa, pubbliche relazioni, organizzazione eventi, ecc. A farmi sempre da guida nel mio lavoro la profonda convinzione che: "Una corretta informazione è garanzia di un' equa accessibilità ai servizi per il cittadino".

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