Crisi e Lavoro: una soluzione a Grottolella

0
lavoro

Politica e Lavoro: a Grottolella un esempio positivo. Il Comune promuove lo stage: “Strumenti e strategie per trovare lavoro”. Un incontro di formazione  per andare oltre la crisi e la disillusione

“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”. Così recita la nostra Costituzione, ponendo tale principio come incipit dell’Articolo 1. Eppure abbiamo ormai imparato che non basta sancire un diritto, piuttosto è necessario che i rappresentati di un Paese creino le condizioni necessarie al reale godimento di quel diritto per tutti i cittadini. Per un’eguaglianza di partenza e non di arrivo.

Allo stesso modo, affinché il diritto al lavoro sia esercitato, è fondamentale un “moto sinergico” che dall’alto vada verso il basso e viceversa. In alto le Istituzioni politiche, in basso gli Istituti scolastici, le Università, le Amministrazioni regionali e comunali.

Analizzando con spirito critico la realtà contemporanea, potremmo dunque notare un vero e proprio “gap”, un divario sempre più profondo. Non solo tra quanto affermato nell’Articolo 1, ma anche e soprattutto tra gli attori di quel “moto sinergico”.

Volendo fare un esempio dal basso: quanto tempo e quante energie dedicano le Istituzioni scolastiche alla formazione lavorativa dei propri studenti?! Quanto, invece,  i singoli Comuni?! Per formazione lavorativa, infatti, non si intende semplicemente l’insegnamento di un mestiere o il trasferimento di nozioni, piuttosto la “forma mentis” necessaria a muoversi nei vari campi professionali, quella per capire quale sia la propria strada e anche quella pratica, al fine di rapportarsi con eventuali progetti imprenditoriali o datori di lavoro. Le conseguenze di tali mancanze sono sotto gli occhi di tutti.

Per il pericolo di ridurre il discorso a sterile retorica, sarà adesso più utile passare a un esempio pratico; e nella speranza di un meccanismo di emulazione, sarà un esempio positivo. Comune-Grottolella-lavoroLo scorso 14 giugno, infatti, il Comune di Grottolella ha organizzato un incontro formativo sugli “Strumenti e strategie per trovare lavoro”. L’iniziativa è stata promossa dal Sindaco, Vincenza Bergamasco e dall’Assessore delegato alla formazione professionale, Carmela Macchia, mentre il ruolo di Formatore in aula è stato ricoperto da Donatella De Bartolomeis.

La giornata di formazione, strutturata per step sia di teoria che di pratica, ha avuto come scopo quello di occuparsi della consapevolezza del sé e della realtà circostante, quindi costruire una strategia personale, per poi offrire gli strumenti giusti per centrare l’obiettivo: ovviamente il lavoro.

Un’importante opportunità rivolta sia ai residenti di Grottolella che non, per coloro che cercano occupazione e sono alla prima esperienza oppure per chi ha perso il lavoro abbracciato da anni.

Proprio per colmare quel “gap” di cui abbiamo detto, l’Assessore Carmela Macchia ha voluto sottolineare l’importanza della questione e soprattutto il ruolo che la politica ha in essa: “La politica deve creare opportunità. È nostro dovere fornire ai cittadini gli strumenti necessari per la realizzazione personale. Favorire la crescita e la formazione di nuove competenze contro la disoccupazione e il disallineamento tra domanda e offerta nel mercato del lavoro. Perché il lavoro è dignità e rende liberi”.

Per Donatella De Bartolomeis, invece, l’attività di formazione è intrapresa come una vera e propria “missione”. Fin dal 2006, infatti, è impegnata nel portare avanti questo percorso di “metodo e motivazione” per ottenere risultati e soddisfazioni nel campo professionale. Un messaggio di speranza nell’epoca della disillusione, che la De Bartolomeis porta avanti con determinazione attraverso convegni, opere editoriali, radio e social.  Scuole, Università, salotti culturali o- come a Grottolella- l’ambito comunale, diventano così il luogo della consapevolezza e della ripartenza. Come si evince dalle storie di “chi ce l’ha fatta”, che la formatrice ripropone  sul sito dedicato alla “sacralità del lavoro” (qui).

Occasioni che potremmo imparare a cogliere, per sperimentarle e sperimentarci, evitando di cadere nella logica di Aspettando Godot: “Non succede niente, nessuno viene, nessuno va, è terribile”.