Intervista a Rosaria Cianciulli, l’attrice più giovane del Festival di Cannes

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Incuriosito dalla presenza di Rosaria Cianciulli al Festival di Cannes, Avellino.Zon ha incontrato la giovane attrice e produttrice irpina

Com’è nata l’idea di realizzare un corto sulla vicenda di Leonarda Cianciulli, laRosaria Cianciulli “saponificatrice”, una delle più temute serial killer della storia?

Dovevo realizzare un cortometraggio come tesi per il mio corso di laurea e quindi ho pensato che non potevo farmi sfuggire un occasione così importante per raccontare una storia della mia terra e portare un po’ dell’Irpinia in America. Io mi sono laureata in recitazione per film e televisione alla New York Film Academy. Ho sempre sentito parlare della storia di Leonarda Cianciulli, infatti l’ho anche studiata un po’ alle scuole medie (perché abbiamo studiato la storia di Montella e tutti i personaggi più noti), è una storia che mi ha sempre affascinata. Così ho cominciato un anno prima a pensare a che storia avrei voluto raccontare nel mio primo cortometraggio e ho scelto di raccontare quello della Saponificatrice.

Dove hai attinto le informazioni sulla Cianciulli e quanto il corto è realistico?

Ho cominciato a documentarmi sugli eventi e sulla sua vita leggendo articoli di giornali nuovi e vecchi, guardando film, documentari, video, e ho anche letto il suo memoriale “Confessioni di un’anima amareggiata”. Mi sono fatta anche raccontare da altre persone che conoscevano l’argomento le loro opinioni, ho chiesto in paese, a Montella, visto che Leonarda ha passato la sua infanzia proprio nel mio steso paese. Molte persone, poi, quando sono venute a conoscenza del corto mi hanno contatta e mi hanno raccontato quello che loro conoscevano di Leonarda e hanno condiviso le loro storie con me. Il corto dura quasi 11 minuti e quindi, ovviamente, non ho potuto raccontare in profondità tutti gli eventi della sua vita. Ho voluto raccontare solo i momenti che io ritenevo più significativi come il rapporto di Leonarda con sua madre, in contrapposizione al suo rapporto di madre con suo figlio Giuseppe ed il legame tra fede e superstizione (tematiche ancora oggi molto presenti nei piccoli paesi irpini), legame che la spinse a commettere tali atti.

Come si produce un film?

Bella domanda! Nel mio caso io sono la produttrice, scrittrice e attrice protagonista del corto “Leonarda”. Ho iniziato prima di tutto scrivendo il copione, poi, quando l’idea era più o meno stabilita, ho cominciato ad occuparmi di trovare tutte le persone che avrebbero lavorato con me, la location, i permessi, i provini agli attori, i vestiti, gli oggetti di scena, l’attrezzatura e tutto quello che c’è da preparare prima di iniziare le riprese. Una volta che tutto era pronto e sono arrivata sul set, grazie al fatto di aver trovato tanti professionisti e amici mi sono potuta dedicare interamente alla parte che SUl set di Leonardapreferisco, ovvero la recitazione.

 Quanto conta la caparbietà di realizzare un sogno anche in periodi difficili come questo? Hai ritrovato l’America dello “yes, you can” effettivamente diversa dall’Italia del “mi manda …”?

La caparbietà è fondamentale per raggiungere qualsiasi obbiettivo nella vita, non è sempre facile perciò nei momenti più difficili faccio affidamento sulla mia famiglia e i miei amici. In America sento di avere più possibilità lavorative e anche di riuscire a raggiungere obbiettivi sempre più alti e impegnativi per la mia carriera, visto che il mondo del cinema è molto più attivo.

Come hai trovato il festival di Cannes? Cosa pensi ci sia di differente rispetto ai festival Holliwoodiani?

Cannes per me è stato il primo festival in assoluto, non ho mai partecipato ad un film festival, quindi non ho nessun metro di giudizio. È stata un’esperienza bellissima, ho avuto l’occasione di parlare con i migliori professionisti del settore, conoscere tante persone e vedere tanti tanti film. Sono davvero onorata che il film sia entrato a far parte dello Short Film Corner del Festival di Cannes e che sia anche stato proiettato il 20 maggio. Leonarda è stato uno dei pochi film del Corner ad essere proiettato durante il festival. Su 1421 corti solo 129 sono stati proiettati ed è stata davvero un esperienza surreale. 

Hai un attore/attrice di riferimento ed un regista col quale vorresti lavorare?

Sono una grande fan del trio Johnny Depp, Helena Bonham Carter e Tim Burton. Il mio film preferito è Sweeney Todd che, tra l’altro, è una storia molto simile a quella di Leonarda, anche se credo che Sweeney sia più una leggenda, mentre Leonarda è una storia vera. Sarebbe davvero un sogno poter lavorare con loro.

Cosa vorresti accadesse dopo Leonarda?

Leonarda è stato un progetto molto importante per me e ne sono molto fiera. Mi ha aiutata a crescere a livello lavorativo davvero tanto e quindi sono pronta a fare nuove esperienze. Sto lavorando su vari progetti, in alcuni solo come attrice, mentre altri mi vedranno impegnata sia come attrice che come produttrice. Leonarda mi ha fatto appassionare anche al processo di produzione di un film.

IMG_0488C’è qualcosa di molto “italiano” in te? E di “montellese”?

Io sono montellese, sono Italiana e ne sono molto fiera. Il fatto di essere cresciuta in un paese piccolo come Montella ed in un paese con una cultura popolare così sentita, mi ha sicuramente formata e arricchita in maniera particolare, rendendomi quella che sono oggi. La prima cosa che faccio, ogni volta che torno a casa a Montella, è tagliarmi una bella fetta di provolone e di soppressata…e non c’è cosa più bella!

Valuteresti la possibilità di far proiettare, magari questa estate, Leonarda nella piazza del tuo paese d’origine?  

Sarei davvero onorata e felice di poterlo proiettare a Montella e condividerlo con tutti i miei compaesani. Spero di poterlo fare presto. Per ora non è possibile perché il film è in concorso in vari film festival e quindi non può essere divulgato o fatto vedere pubblicamente in quanto richiedono l’esclusiva, quindi per ora è possibile vederlo solo ai festival.

QUI le info sul cortometraggio su Leonarda Cianciulli.