A Lacedonia il concorso ispirato alle fotografie di Frank Cancian

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Lacedonia

Dal 9 all’11 agosto, a Lacedonia, si terrà la fase conclusiva del concorso fotografico “Milleottocento e 1 passaggi”, promosso dal Mavi. Obiettivo riprodurre e attualizzare alcuni degli scatti realizzati dall’antropologo Frank Cancian nel 1957

La Lacedonia immortalata dall’antropologo Frank Cancian in 1801 scatti, risalenti al 1957, rivive attraverso il concorso fotografico “Milleottocento e 1 passaggi”.

L’iniziativa, promossa dal Museo Antropologico Visivo Irpino (Mavi) insieme all’associazione “LaPilart”, a “InfluAzioni – Festival delle arti” e alla pro loco “Gino Chicone” di Lacedonia, in collaborazione con “Cortona On The Move – Festival internazionale di fotografia”, vedrà svolgersi la sua fase conclusiva dal 9 all’11 agosto.

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I 23 fotografi che partecipano a questa I edizione, il cui tema è “Un paese italiano, 2017“, provengono non solo dalla Campania, ma anche dalla Sicilia, dalla Sardegna e dal Piemonte. A loro il compito di riprodurre e attualizzare 20 scatti di Cancian, selezionati quest’anno tra le 1801 fotografie realizzate dall’antropologo americano nel comune irpino.

Le foto dei partecipanti saranno valutate da una giuria composta da antropologi, fotografi e giornalisti. In seguito, gli scatti andranno ad arricchire l’archivio Cancian, custodito presso il Mavi.

Le tre giornate saranno anche l’occasione per discutere dello sviluppo del turismo nelle aree interne e del valore della rete museale. Sarà, inoltre, presente lo stesso professor Cancian.

Antropologo di fama mondiale e professore emerito di Antropologia presso l’Università di Irvine, in California, Frank Cancian soggiornò a Lacedonia da gennaio a giugno del 1957, a seguito dell’ottenimento di una borsa di studio della Sapienza di Roma.

Lo studioso si ritrovò così a osservare e fotografare usi e costumi degli abitanti del paese irpino immortalando la vita quotidiana di insegnanti, artigiani, funzionari, mercanti e agricoltori. Il risultato dell’esperienza è costituito proprio dalle 1801 fotografie e dalle 75 pagine di appunti che l’antropologo ha, poi, deciso di donare alla comunità lacedoniese.