Maggio dei Libri: la Biblioteca di Montevergine presenta “Il Paese di Ubi” di Simonetta Funel

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Maggio dei Libri: Simonetta Funel ha presentato presso la Biblioteca di Montevergine il suo libro illustrato in ricordo dell’amico e collega Umberto Bile

Stamane, presso la Biblioteca Statale di Montevergine, all’interno della manifestazione Il Maggio dei Libri 2017, c’è stata la presentazione del libro illustrato per ragazzi “Il Paese di Ubi” di Simonetta Funel. Presenti all’evento il Direttore della Biblioteca, Gerardo Di Paolo, Alberto Bile, figlio di Umberto Bile restauratore scomparso prematuramente e a cui è ispirato il libro, le scrittrici avellinesi Adelia Battista e Lia Sellitto, l’archivista presso l’archivio di Stato di Napoli Rossana Spadaccini e le scolaresche dell’Istituto Maria SS. di Monteverginemontevergine

Forse davvero unica la presentazione di questa favola “Il Paese di Ubi” da parte dell’autrice, che non è una scrittrice ma una restauratrice presso il Museo di Capodimonte a Napoli, dove lavorava anche Umberto Bile, scomparso prematuramente ma che ha lasciato nel cuore di Simonetta, come in quello di tutti coloro che lo hanno conosciuto un segno così forte da ispirare la scrittura di una storia che attraverso il genere della favola potesse ben raccontare il coraggio di un uomo nel riportare alla luce le bellezze della Chiesa dei Gerolamini a Napoli. Sì, perché la storia ripercorre la voglia e il coraggio di Ubi (Umberto) di dire “Adesso basta!”, la grande Chiesa deve riaprire e gli angeli che erano stati portati via dalla stessa per paura che fossero rubati, devono ritornare al loro posto per essere ammirati in tutta la loro bellezza. Non bisogna aver paura di guardare fuori dalla finestra di ognuno di noi, non bisogna aver paura di lottare per strappare al buio della dimenticanza e dell’ignoranza ciò che non va. La favola di Simonetta lascia a bocca aperta i bambini che in sala ascoltano rapiti dalla fantasia e indecisi tra ciò che è reale e ciò che non lo è.montevergine

Reale è la passione che guida la nostra vita, che guida i sogni che da bambini ognuno ha nel cassetto e che Umberto, permettendo l’apertura dopo oltre trent’anni di chiusura della Chiesa dei Gerolamini aveva realizzato e forse, come il finale della favola stessa ci suggerisce, quegli stessi angeli (di Giuseppe Sanmartino) a cui Umberto aveva ridato vita, restaurandoli e restituendoli alla chiesa, dopo 34 anni di permanenza al museo di Capodimonte, ricollocandoli al loro posto, lo hanno sollevato da questa terra per lasciare che anche lui risplendesse di una luce immensa da lassù.