Montella, il carbonio-14 conferma la datazione del “sacco del pane”

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La datazione al radiocarbonio conferma che il “sacco del pane” conservato presso il convento di San Francesco a Folloni di Montella risale al XIII secolo, in perfetta concordanza con il periodo storico – 1294 – indicato dalla tradizione locale

Il convento di San Francesco a Folloni, situato alle porte della cittadina di Montella, custodisce gelosamente una reliquia che è stata testimone e protagonista di un evento singolare verificatosi nel XIII secolo: si tratta del “sacco del pane” che la tradizione ricollega direttamente a San Francesco d’Assisi.

Siamo nel 1224. Un inverno particolarmente rigido e nevoso aveva ridotto allo stremo i poveri frati i quali, avendo terminato tutte le loro provviste e assediati da un branco di lupi affamati, stavano per morire di inedia. Quando tutto sembrava perduto ecco che sulla soglia del portone del convento compare un sacco, contenente pane ancora caldo, recante quattro gigli ricamati. Proprio la presenza di questo fiore diede la certezza ai religiosi che il provvidenziale dono fossemontella stato inviato loro da San Francesco in persona che era ospite presso Luigi VIII re di Francia, Paese il cui simbolo per eccellenza è per l’appunto il giglio.

La datazione

La conferma sulla datazione è arrivata da recentissime analisi condotte sotto la guida di Kaare Lund Rasmussen, dell’Università della Danimarca Meridionale, a cui hanno preso parte le ricercatrici italiane Ilaria Degano, dell’Università di Pisa, e Maria Perla Colombini, del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Radiocarbon.

Il metodo del carbonio-14 ha confermato che i frammenti di tessuto risalgono effettivamente ad un periodo compreso tra il 1220 e il 1295, mentre le indagini chimiche hanno dimostrato che il sacco ha davvero contenuto del pane.

Si è potuto risalire con certezza alla natura del bene conservato in origine nell’involucro di canapa non cercando tracce dirette del pane, bensì una sostanza, l’ergosterolo, presente nella membrana cellulare dei lieviti, come quelli tipicamente impiegati per la panificazione. Nel reperto di Montella in particolare tale sostanza non si è degradata ma si è conservata in maniera ottimale perché assorbita dalle fibre del tessuto che nei secoli è stato tenuto con cura e custodito al buio.