A Pietradefusi la mostra “Cesare Uva, un pittore irpino dell’Ottocento”

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Pietradefusi

La Torre Aragonese di Pietradefusi ospita la mostra documentaria “Cesare Uva, un pittore irpino dell’Ottocento”. In esposizione 10 opere autografe del pittore avellinese

La mostra documentaria “Cesare Uva, un pittore irpino dell’Ottocento“, organizzata dall'”Archivio Cesare Uva – Comitato per la tutela dell’Opera di Cesare Uva”e dall'”Archivio dei pittori irpini del Diciannovesimo secolo”con la collaborazione dell’Associazione Culturale ACO e del MdAO – Museo d’Arte, si terrà da mercoledì 9 agosto a giovedì 10 agosto 2017, dalle ore 21 alle ore 24, presso l’atrio della Torre Aragonese di Pietradefusi nel centro storico del comune irpino.

PietradefusiLa mostra, ideata e curata dal critico d’arte Stefano Orga con la direzione artistica di Michela Femina, propone in ostensione la riproduzione ad alta definizione di 10 opere autografe di Cesare Uva, oltre ad una serie di pannelli riguradanti la biografia, il profilo critico e l’evoluzione artistica del pittore avellinese.

L’artista

Cesare Uva nacque ad Avellino l’11 novembre 1824 da Lucia Argenio (1800-1877) e Mariano (1794-1860), un pittore decoratore, che lo spronò ad interessarsi all’arte pittorica. All’età di circa ventisei anni si trasferì a Napoli ove poté frequentare le lezioni di Gabriele Smargiassi (1798-1882) presso il Regio Istituto di Belle Arti di Napoli. Dopo gli studi partenopei aprì una bottega d’arte ad Avellino.

Si trasferì ad abitare a Napoli, ove si sposò con Antonietta Andreani. Nel 1877 realizzò un restauro del Teatro Comunale di Avellino. Nel 1880 aprì una bottega d’arte con il pittore avellinese Giovanni Battista (1858-1925) in Via Riviera di Chiaia. Negli anni ottanta del Diciannovesimo secolo ottenne la Croce di cavaliere della Santa Sede da Papa Leone XIII (1810-1903) per meriti artistici. I suoi lavori furono molto graditi alla Corte di Ferdinando II di Borbone (1810-1859) e all’aristocrazia napoletana. Si spense a Napoli, sua città adottiva, il 16 febbraio 1886.

La mostra avrà ingresso gratuito e rientra fra gli eventi culturali di “Pietra delli fusi 2017“.

Per informazioni: mdao@libero.it.