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Serino, Marcello Rocco lascia il Pd. Rammarico e convinzione

Marcello Rocco, Assessore del Comune di Serino, lascia il Partito Democratico con tantissima tristezza ma altrettanta convinzione. La lettera ne spiega le ragioni

Dieci anni fa, insieme a tanti altri, ho contribuito alla fondazione del Partito Democratico e dei Giovani Democratici. Sono stati anni di militanza difficili, anni di battaglie quotidiane in un Partito per il quale ho sofferto, gioito, mi sono spesso emozionato ed altrettanto spesso arrabbiato. Anni di vittorie e sconfitte affrontate sempre con umiltà e dignità.

Così inizia la lettera di Marcello Rocco, noto esponente del Partito Democratico di Serino che, nell’onda di scissioni partitiche messe in atto a livello nazionale, ha deciso di uscire dalla compagine democratica. “Non è un caso  – continua nella lettera – se mi ostino ad usare la parola “militanza”. La mia attività politica è cominciata che ancora non ero diciottenne nei Democratici di Sinistra e nella Sinistra Giovanile, da militante per l’appunto. In questo tempo ho percorso l’Irpinia e l’Italia in lungo e in largo, con qualsiasi condizione atmosferica, affiggendo manifesti, organizzando riunioni con cittadini di ogni età ed estrazione sociale e soprattutto, costruendo centinaia di iniziative. Dopo aver fatto tutta la “gavetta”, sono arrivato a ricoprire ruoli di responsabilità a livello nazionale del PD e di amministratore nella mia realtà, senza avere alle spalle “capicorrente” che mi calassero dall’alto, com’è avvenuto per molti altri, in Italia e anche nella nostra Provincia”.serino

Non manca dunque il netto attacco a chi in Provincia di Avellino è stato animato non dalla politica vera e propria, ma da una sorta di sudditanza a chi era il capo di turno o il capo di quella corrente all’interno del partito Democratico. Fino all’ultimo l’assessore del Comune di Serino aveva pensato di restare nel Pd per cambiare le cose dall’interno.

Fino a domenica 19 Febbraio, giorno in cui si è svolta l’ultima Assemblea nazionale del PD, ho sempre ritenuto che ci si dovesse spendere energicamente dall’interno per cercare democraticamente di risollevare il Partito nelle idee e nel modo di interpretare e recepire le istanze della società. Ritenevo e ritengo che fosse necessario porre rimedio ad anni di cattiva gestione, che ci hanno visto troppo spesso strizzare l’occhio alle destre se non addirittura compiere scelte contrarie agli interessi degli strati della società storicamente rappresentati dalla sinistra.

L’attacco alle scelte di Renzi

Le battaglie fatte per arginare questa deriva sono state tante e portate avanti sempre in direzione ostinata e contraria rispetto a quelle che erano le indicazioni dei vertici del Partito Democratico:
Dalla creazione del comitato provinciale “PD NO triv” per impedire le trivellazioni entro le 15 miglia dalle coste, alle raccolte di firme condotte al fianco della CGIL per smontare riforme dannose ed inutili per i lavoratori, come dimostrano impietosamente i dati di questi giorni relativi al JOBS ACT.
Dalla battaglia contro l’utilizzo selvaggio e vergognoso dei voucher, alla riforma della “buona scuola”, sbagliata nel merito ma soprattutto nel metodo, condotta in contrapposizione a studenti ed insegnanti che nella quasi totalità l’hanno bocciata senza appello, per finire con il tentativo, non riuscito, di peggiorare la nostra Carta Costituzionale attraverso una riforma populista, condotta a colpi di slogan e personalizzazioni.
Questi e tanti altri sono stati gli atteggiamenti e le politiche neoliberiste portate avanti, in questi anni, da Matteo Renzi in qualità di Segretario del PD e Presidente del Consiglio che, con tutte le mie forze ho contrastato dall’interno del partito, sempre alla luce del sole.
In quest’ultimo appuntamento con l’Assemblea Nazionale, Renzi, ha inscenato una grande performance dimettendosi da Segretario. Le sue dimissioni non posso che definirle finte.
Vedersi togliere la possibilità di portare avanti battaglie che da sempre hanno caratterizzato la mia esperienza, attraverso la creazione di una piattaforma programmatica, e vedersi effettivamente negare la possibilità di dar risonanza a tematiche fondamentali affrontate con Enrico Rossi – che non avrei esitato a sostenere in un congresso decente – ha fatto venir meno, dal mio punto di vista, il senso di comunità e le ragioni stesse che mi inducevano a rimanere all’interno del PD nonostante tutto e tutti.
Per questo, con tantissima tristezza ma altrettanta convinzione, ho deciso di lasciare il PD. ( …)

La lettera completa dell’Assessore di Serino Marcello Rocco:2017-03-01 Lascio il PD con tantissima tristezza ma altrettanta convinzione

 

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