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Campo Maggiore di Montevergine e il Parco delle Neviere: quando con la neve si faceva business

Campo Maggiore di Montevergine protagonista nella metà dell’800 del commercio delle neve

Siamo nel pianoro di Campo Maggiore a Montevergine, a 1300 metri di altezza in una mattinata d’inverno verso la metà dell’800 e, mentre il paesaggio innevato ci lascerebbe pensare che nessuno volge all’orizzonte, ecco invece intravedere tra il bianco accecante della neve centinaia di persone che stanno lavorando. Sì, proprio così, in quel tempo il Campo Maggiore era la più importante fonte di approvvigionamento di neve che fece la fortuna di un uomo, Santo Bellusci, che in quel periodo riuscì ad avere l’esclusiva fornitura di ghiaccio in tutta Napoli.

Ma cosa sono le Neviere del Campo Maggiore di Mercogliano? Sono ancora visibili alcune e chissà quanti, vedendo quelle grosse fosse circolari scavate nella terra, si saranno chiesti di cosa mai si trattasse. A cosa mai saranno potute servire? Beh, sono nate proprio durante quel periodo per raccogliere la neve che cadeva durante i mesi invernali. Migliaia di quintali di neve si pigiavano e si conservavano fino all’estate successiva per poi essere trasportata a Napoli con centinaia di carri.campo maggiore

Il ghiaccio ottenuto si prestava a svariati usi: terapeutico negli ospedali, per far diminuire la febbre agli ammalati, si rinfrescavano cibi e si preparavano bevande fresche, sorbetti e granite molto gradite alla popolazione napoletana nei mesi di caldo. Questo del commercio della neve dava lavoro a tanti contadini che di inverno non avevano da lavorare molto nei campi ed era anche ben retribuito. Alle fosse più importanti la gente aveva dato un nome per distinguerle. Certo si trattava di un lavoro duro e faticoso, ma che fece la fortuna di chi come Santo Bellusci seppe farne un commercio, uno dei più importanti del Sud Italia.

Chi avrebbe mai pensato che Campo Maggiore in quelle giornate di freddo intenso divenisse nella metà dell’800 il posto di lavoro per centinaia di contadini che ammassavano la neve con i pochi mezzi che possedevano ma con la musica che Santo Bellusci non faceva mai mancare loro per mantenere desta l’allegria e alleviare le fatiche. Verso la fine dell’800 però, con l’avvento delle macchine per la produzione del ghiaccio artificiale, quella fortuna si sciolse come neve al sole.

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About Maria Carmen Fumiento

Maria Carmen Fumiento
Laureata in Scienze della Comunicazione, possiedo esperienza pluriennale nella pubblica amministrazione con funzioni anche di addetto stampa, pubbliche relazioni, organizzazione eventi, progettazione ecc. Formazione professionale in Esperto in marketing territoriale con pratica di tirocinio. Operatore professionale d'infanzia. Come profonda convinzione: "Una corretta informazione è garanzia di un' equa accessibilità ai servizi per il cittadino".

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