martedì - 29 Novembre 2022
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    42 anni dal terremoto dell’Irpinia, il ricordo di Cesare Ventre: “Un minuto e mezzo che durò un’eternità “

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    42 anni dal terremoto dell’Irpinia, il ricordo di Cesare Ventre: “Un minuto e mezzo che durò un’eternità “

    42 anni dal Terremoto dell’Irpinia – 23 Novembre 1980 Il ricordo del giornalista irpino Cesare Ventre:

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    Un minuto e mezzo che durò un’eternità, stavamo ancora parlando di calcio in Piazza della Liberta’ accanto alle fontane e i cigni, due bellissimi esemplari erano nei pressi di una casetta posizionata nella fontana per dargli riparo e all’improvviso una vera e propria esplosione e via la luce. Urla diffuse e persone che fuggivano io fermai gli amici e gli urlai di non muoversi in quel punto eravamo al sicuro, ma la terra continuava a tremare come una bestia feroce ferita, nel frattempo si iniziava a sentire un odore di polvere e bruciavano gli occhi, il Carmine era crollato, quando il tremore termino’ tirammo fuori gli accendini, cercando di vedere meglio intorno, il cielo era stellato e non c’era una nuvola neanche a pagarla. Dalla parte attigua al Palazzo del Vescovo si udivano urla di dolore una donna attraversava la piazza invocando aiuto e ripetendo che c’erano tanti morti sul Carmine. Inforcammo Via dei Due Principati in tre dovevano raggiungere San Tommaso e io Bellizzi. Una corsa contro il tempo non sapevo cosa fosse successo se la piccola Bellizzi era ancora in piedi o un cumulo di macerie, non ho mai corso tanto in vita mia. Quando raggiunsi la meta erano tutti in strada e ognuno raccontava cosa stava facendo quando era arrivato il tremendo boato. Poi una nebbia fitta calò d’improvviso alla Rai c’era la sintesi di Inter-Juve e quella vittoria 4-2 contro l’Ascoli era gia’ caduta nel dimenticatoio. Intanto la gente si organizzava per trascorrere la notte, molti anche in campagna dai parenti nei pagliai.

    Io con la mia famiglia a San Tommaso da mia Zia Bice. Poi nei giorni seguenti salimmo verso Lioni, Conza, Sant’Angelo dei Lombardi. Ricordo le salme coperte da lenzuola bianche per centinaia di metri e la disperazione che scorgava da occhi che non avevano piu’ lacrime.42 anni terremoto Irpinia Cesare Ventre

    Una signora inginocchiata che invocava un aiuto divino e tante, troppe, macerie e tanti corpi da tirare fuori, ma non c’era nessuno. Noi eravamo giunti li in una station wagon e avevamo portato dei viveri che terminarono in un nulla. Poi ci prodigammo a dare una mano ma non c’erano pale ne picconi, si scavava con le mani e lo Stato? Era assente, quei sopravvissuti erano soli con il loro dolore. Telefonammo ad amici e li invitammo a portare qualche coperta e qualcosa da mangiare e un panificatore fece arrivare anche un furgone carico di pane e tanti affettati. Non c’era nessuno a rappresentare le istituzioni e solo qualche giorno dopo si videro i primi aiuti e poi giunse sul posto anche Pertini. Giungevano Tir carichi di aiuti senza sapere dove potevano scaricare. In molti casi alimenti ed altro in paesi che non erano stati colpiti duramente. Solo dopo qualche settimana si inizio’ a vedere un piccolo miglioramento. La verde Irpinia era ancora in ginocchio e mai le madri avevano pianto tanti figli innocenti. Fa male al cuore ricordare quei momenti, non e’ facile scrollarseli da dosso, i brividi ogni volta sono sempre gli stessi e mi straziano l’animo. Poi venne fuori la voglia di rinascita, di riscatto ma che si scontrava con la realta’ di comuni rasi al suolo, di storie cancellate in un minuto e mezzo.

    Era faticoso ma si doveva andare avanti, si doveva reagire!

    Il 23 novembre 1980, alle ore 19.34, la terra tremò per un minuto e venti interminabili secondi. Il terribile terremoto, con epicentro in Irpinia, che colpì la Basilicata e una limitata area della Puglia, di magnitudo 6.9 (pari al decimo grado della scala Mercalli), secondo le stime più accreditate causò 2.570 morti (2.914, secondo altre fonti), 8.848 feriti e circa 300mila sfollati.

    Continua su Avellino Zon

    Leggi anche: Terre mosse e rimosse, eventi dal 23 al 25 novembre in ricordo del terremoto al Circolo del Nuoto di Avellino

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