domenica - 26 Settembre 2021
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    8 marzo Avellino: meno fiori, più diritti

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    L’iniziativa di Avellino Prende Parte nel giorno della Giornata internazionale dei diritti delle donne- Oggi è l’8 Marzo, giornata delle Donne, Avellino Prende Parte chiediamo meno fiori e più diritti

    8 marzo – Chiediamo al Sindaco Gianluca Festa, agli assessori Mazza e Luongo meno celebrazioni retoriche e più impegni concreti per il benessere delle Donne nalla nostra città così come chiedono le numerose associazioni che da anni si mobilitano per la riapertura dei Consultori, per l’istituzione di una Rete Antiviolenza, la realizzazione di una Casa delle Donne.

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    Oggi 8 marzo Francesco Iandolo – Capogruppo di APP in consiglio comunale – ha depositato un ordine del giorno così come richiesto dalla Rete Giusto mezzo per chiedere che la Regione Campania:

    • Assicuri che il 50% dei fondi del Recovery Fund siano distribuiti paritariamente sulle azioni che si rivolgono alla vita quotidiana di uomini e donne con particolare attenzione alla questione dell’occupazione femminile
    • Garantisca la parità qualificata di rappresentanza di genere nei livelli decisionali degli organismi pubblici che dovranno elaborare, promuovere e gestire politiche di spesa in ogni campo.

    E per impegnare la Giunta Comunale e il consiglio:

    • Ad utilizzare le risorse del Recovery Fund anche per favorire la formazione e l’occupabilità femminile, contrastare il Gender Pay Gap, potenziare la rete dei servizi alle persone, promuovere forme innovative di smart working e lavoro agile.
    • Ad assumere e promuovere l’assunzione del bilancio di genere come strumento di pianificazione e misurazione dell’impatto di genere nelle politiche di programmazione di tutti i livelli istituzionali e come strumento di monitoraggio dell’efficacia delle singole azioni previste nel Patto per il lavoro e per il clima.
    • Ad esplicitare il tema della qualità del lavoro e l’obiettivo della tenuta dell’occupazione femminile e al contrasto delle discriminazioni di genere, acuite dalla crisi Covid 19 in tutti gli atti di indirizzo da produrre.
    • Ad introdurre in ogni possibile atto o a rafforzare laddove già avviate azioni di rafforzamento della qualità dell’occupazione femminile, di potenziamento delle infrastrutture sociali per la conciliazione, per l’autonomia e per l’inserimento lavorativo delle donne con differenti abilità.
    • A monitorare lo sviluppo delle forme innovative di smart working e lavoro agile, affinché non diventino ostative ai percorsi di carriera e miglioramento professionale delle donne nei contesti lavorativi di riferimento.
    • A monitorare, in collaborazione con la Consigliera di parità, organizzazioni sindacali, direzioni del lavoro e tutti i soggetti coinvolti, le discriminazioni e le molestie sul lavoro.
    • Ad individuare agevolazioni e premialità per le aziende che praticano le pari opportunità nella propria organizzazione e promuovono l’inserimento lavorativo di donne in carico a percorsi assistiti di uscita dalla violenza.
    • Ad incentivare azioni di contrasto alla povertà estrema attraverso progetti di reinserimento lavorativo per le donne in estremo disagio sociale.

     

     

     

    ORDINE DEL GIORNO (8 marzo)
    SULLA PARITÀ DI GENERE E SULL’UTILIZZO DELLE RISORSE DEL RECOVERY FUND PER PROMUOVERE QUESTA AZIONE

     

    Il Consiglio comunale di Avellino

    Premesso che

     

    La pandemia da Covid-19 ha determinato l’acuirsi di tanti problemi affrontati parzialmente o non affrontati affatto come la denatalità, la disoccupazione femminile, la povertà educativa, il disinteresse per l’infanzia, la mancata conciliazione famiglia lavoro, l’insufficienza del welfare sociale sui servizi alla persona da zero anni alla terza età.

    Tali problemi hanno rivelato la loro urgenza e importanza occupando con forza il campo delle politiche per uno sviluppo globale e sostenibile.

    Il Rapporto del Segretario Generale dell’ONU, dedicato all’impatto del Covid-19 sulle donne, individua cinque ambiti in cui la pandemia avrà ricadute specifiche sulle donne “per il semplice fatto di essere donne”, ovvero l’ambito economico e occupazionale, la salute, il lavoro di cura non retribuito, la violenza di genere e i contesti di fragilità, conflitto o altre emergenze.

    In questi mesi, da più parti, la voce delle donne – individuale e collettiva – si è via via fatta più forte e anche autorevole, contribuendo al dibattito con una visione lucida e si è distinta per la qualità della proposta, per l’approccio divergente e insieme trasversale sui problemi sollevati, per lo sguardo ampio.

    I problemi delle donne sono tanti, e non riguardano solo loro, ma lo sviluppo sano ed equo di tutti. Su alcune priorità si può raccogliere una convergenza generale d’interesse, di tutte in primis, e di tutti, società, politica, attori individuali o collettivi.

    I vantaggi dell’azione strutturale su educazione e cura della prima e della infanzia, sulla scuola, su incentivazione del lavoro femminile, su superamento della discriminazione di genere relativa a funzioni, salario e riconoscimenti, sulla presenza delle donne nelle decisioni della policy pubblica, come dicono voci e studi noti, sarebbero tali da ripagare gli investimenti, in questo caso non riducibili a costi ma definibili “ investimenti moltiplicatori” cioè che si ripagano da soli e in poco tempo conducono a guadagni: sociali, economici, culturali, demografici.

     

    Valutato che

     

    La recessione innescata dalle misure di contenimento per l’emergenza pandemica ha avuto, sta avendo e – se non governata – con tutta probabilità avrà un impatto estremamente negativo in particolare sull’occupazione e sull’occupabilità femminile.

     

    La Commissione europea, attraverso il dispositivo per la ripresa socioeconomica del “Next Generation EU” (Recovery Fund) del valore di 750 miliardi di euro, sosterrà le misure urgenti indispensabili per proteggere i mezzi di sussistenza degli Stati membri e sostenerli nell’affrontare l’impatto economico e sociale della pandemia.

     

    I fondi destinati all’Italia e quindi alle Regioni per la programmazione degli interventi del Recovery Fund non potranno prescindere da progettualità e azioni destinate alle donne – che sono la maggior parte delle persone che lavorano nella sanità, nel sociale, nella scuola e nelle imprese a più alto tasso di innovazione – per impedirne la segregazione lavorativa, sociale, economica, esistenziale, in considerazione delle rinunce e dei condizionamenti a cui sono sottoposte anche a causa di una organizzazione sociale non sempre adeguata.

     

     

    Preso atto che

    Sui problemi “chiave”, di seguito riportati, si è osservata una nuova attenzione da parte del governo, anche a seguito del costruttivo confronto stimolato dalle richieste del GiustoMezzo:

    1. L’allargamento dell’offerta sulla cura della prima infanzia e della terza età
    2. Interventi significativi sulle infrastrutture sociali, potenziamento degli asili pubblici
    3. Il rilancio dell’occupazione femminile
    4. Il gender pay gap
    5. Introdurre lo strumento della valutazione d’impatto di genere sia prima che dopo per tutte le spese pubbliche
    6. Estensione del congedo di paternità a 5 mesi

     

    Invita la Regione Campania

     

    Ad assicurare che il 50% dei fondi del Recovery Fund siano distribuiti paritariamente sulle azioni che si rivolgono alla vita quotidiana di uomini e donne con particolare attenzione alla questione dell’occupazione femminile

     

    A garantire la parità qualificata di rappresentanza di genere nei livelli decisionali degli organismi pubblici che dovranno elaborare, promuovere e gestire politiche di spesa in ogni campo.

     

    Impegna la Giunta e il Consiglio

    per quanto di competenza

     

    Ad utilizzare le risorse del Recovery Fund anche per favorire la formazione e l’occupabilità femminile, contrastare il Gender Pay Gap, potenziare la rete dei servizi alle persone, promuovere forme innovative di smart working e lavoro agile.

     

    Ad assumere e promuovere l’assunzione del bilancio di genere come strumento di pianificazione e misurazione dell’impatto di genere nelle politiche di programmazione di tutti i livelli istituzionali e come strumento di monitoraggio dell’efficacia delle singole azioni previste nel Patto per il lavoro e per il clima.

     

    Ad esplicitare il tema della qualità del lavoro e l’obiettivo della tenuta dell’occupazione femminile e al contrasto delle discriminazioni di genere, acuite dalla crisi Covid 19 in tutti gli atti di indirizzo da produrre.

     

    Ad introdurre in ogni possibile atto o a rafforzare laddove già avviate azioni di rafforzamento della qualità dell’occupazione femminile, di potenziamento delle infrastrutture sociali per la conciliazione, per l’autonomia e per l’inserimento lavorativo delle donne con differenti abilità.

     

    A monitorare lo sviluppo delle forme innovative di smart working e lavoro agile, affinché non diventino ostative ai percorsi di carriera e miglioramento professionale delle donne nei contesti lavorativi di riferimento.

     

    A monitorare, in collaborazione con la Consigliera di parità, organizzazioni sindacali, direzioni del lavoro e tutti i soggetti coinvolti, le discriminazioni e le molestie sul lavoro.

     

    Ad individuare agevolazioni e premialità per le aziende che praticano le pari opportunità nella propria organizzazione e promuovono l’inserimento lavorativo di donne in carico a percorsi assistiti di uscita dalla violenza.

     

    Ad incentivare azioni di contrasto alla povertà estrema attraverso progetti di reinserimento lavorativo per le donne in estremo disagio sociale.

    8 marzo

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