A tu per tu col talento irpino di kickboxing Michele Ferraro



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Nostra intervista al talentuoso Michele Ferraro, giovane 28enne arianese con la passione della kickboxing vincitore di diverse medaglie negli ultimi tempi

Geometra per lavoro, kickboxer per vocazione. Se vogliamo essere estremamente sintetici potremmo descrivere così Michele Ferraro, giovane ventottenne di Ariano Irpino.

Quella fra Michele e la kickboxing è una di quelle storie di passione alle quali è difficile non legarsi. Ed è una di quelle storie che ha portato anche dei bei risultati, come per esempio a maggio scorso quando ha raggiunto il terzo posto ai campionati italiani, replicandosi il mese successivo, con un’altra medaglia di bronzo, questa volta a Rimini nella coppa del mondo Wako. Ma non solo. Anche due primi posti nei Campionati Regionali e Interregionali. Tutto ciò solo nell’anno 2019. Riconoscimenti non da poco. Ma Michele non intende fermarsi qui, anzi.

Lo abbiamo incontrato in esclusiva e ci ha svelato un suo progetto di futuro imminente oltre che renderci partecipi delle sue sensazioni all’indomani delle medaglie vinte.

Come è nata la passione per la kickboxing e da quanto la pratichi, Michele?

“La passione penso mi sia stata trasmessa da mio padre, che da piccolo mi regalò una videocassetta di BruceLee, così a 10 anni mi segnai a Karate ma non mi piacque e lasciai subito. Poi 8 anni fa il “richiamo ” alle arti marziali mi portò a provare la kickboxing, presso la Goshin Ryu(il suo attuale team, con sede a Benevento ndr).”

E così è nata quella che possiamo definire una carriera di successo. A maggio e giugno hai ottenuto prestigiosi traguardi nazionali. Raccontaci un po’ quell’esperienza, cosa hai provato, qual è la prima cosa alla quale hai pensato quando sei tornato a casa con le medaglie…

“Sì, da quello che doveva essere un allenamento per “distrarmi” dallo stress da lavoro, il mio maestro Claudio De Luca mi ha lanciato nell’agonismo e dopo tanti tentativi abbiamo trovato la disciplina a me più ideale(il light contact). E a maggio ho conquistato il terzo posto ai campionati italiani facendo il bis a giugno nella Coppa del Mondo Wako a Rimini.”

“VOGLIO DIVENTARE ALLENATORE PER TRASMETTERE LA PASSIONE ED I VALORI DI QUESTO SPORT AI RAGAZZINI”

Cosa significa essere un campione di kickboxing? Richiede anche dei sacrifici, in merito agli allenamenti, all’alimentazione, alle ore di sonno…Raccontaci un po’ la tua quotidianità.

“Campione è una parola grossa(ride, ndr). Comunque sì, dietro ci sono tanti sacrifici, soprattutto quando devi allenarti dopo una giornata di lavoro. La parte più difficile almeno per me resta il fattore peso in quanto sono uno molto goloso, ma ogni 5 kg cambia la categoria. Quindi sto sempre a “dieta”, ultimamente per la Coppa del Mondo Wako ho dovuto perdere 8 kg in due settimane. Non vi racconto ma in pratica ho fatto letteralmente la fame(ride, ndr).”

Un’ultima cosa, Michele. Adesso quali sono i tuoi progetti futuri? Hai intenzione di far diventare questa tua passione un lavoro al 100%?

“Purtroppo non credo sia possibile renderlo un lavoro in quanto questo è quello che viene considerato uno sport “minore” e non girano tanti soldi in questo mondo, anche per le gare ci autofinanziamo le trasferte. Ho appena intrapreso, però, il corso per allenatori, perchè voglio trasmettere la mia passione ai ragazzini e i valori di questo sport, che non è un “fight club” come molti pensano, bensì dietro c’è rispetto e disciplina. A me è sempre stato insegnato che non esistono nemici sul tatami ma solo rivali ed una volta terminato l’incontro siamo tutti amici.”

Ringraziamo Michele Ferraro per la sua umiltà e la sua gentilezza, augurandogli di raggiungere traguardi ancora più prestigiosi nei prossimi mesi, a cominciare dal suo progetto di diventare allenatore!

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