AIFF Green, Troncone (FAI): “Affermazione di un’educazione ambientale per lo sviluppo sostenibile”



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Il presidente della delegazione Fai di Avellino Raffaele Troncone sarà presente il primo agosto all’Ariano International Film Festival nella sezione AIFF Green per parlare del Villaggio Glocale e della salvaguardia del territorio

Nella manifestazione dell’Ariano International Film Festival è presente la sezione in concorso AIFF Green con il patrocinio del Fai (Fondo Ambientale Italiano) con la delegazione di Avellino presieduta da Raffaele Troncone. Il Fai sempre attivo su tutti i fronti per la salvaguardia dell’ambiente prenderà parte all’Ariano International Film Festival lunedì primo agosto in un Workshop dal titolo “Il Villaggio Glocale” che, come spiega Troncone unisce ed inserisce il locale nel globale.

Nella salvaguardia dell’ambiente il Fai irpinia come si sta muovendo?

«Le cronache di questi giorni confermano quanto sia indispensabile prendere consapevolezza delle tematiche ambientali, conoscerle, studiarle per formulare soluzioni concrete: un work in progress dove ciascuno, per il proprio ambito, di territorio e di competenza, in una logica di do ut des contribuisce a creare una sensibilità ed una cultura ambientale basata su dati e conoscenza piuttosto che su ideologie e mode. L’ambiente, il paesaggio con il suo patrimonio culturale, la qualità della vita, la storia e la bellezza si tutelano e proteggono solo con una conoscenza e sensibilità contestuali e comuni».

Dai fatti del Vesuvio siamo arrivati ad uno stato di emergenza, come è risolvibile?

«L’incendio che ha compromesso ampie porzioni del Parco del Vesuvio dimostra, che al di là della mano che ha appiccato il fuoco, che è solo la scintilla, questo sarebbe stato ben più facilmente e rapidamente contenuto se i boschi vesuviani fossero stati nel corso dell’anno adeguatamente curati, correttamente manutenuti nel Aiff greensottobosco e puliti dall’immondizia, dotati di vie spartifuoco e sentieri, oltre che naturalmente di servizi antincendio. Al di là delle responsabilità dirette e delle problematiche legate agli interventi in emergenza, è evidente l’assenza di presidi adeguati e di piani di manutenzione preventiva contro il rischio incendi, unici strumenti per evitare e ridurre il rischio di queste drammatiche calamità. Queste drammatiche occasioni devono servire a ribadire che la tutela non è chiusura e immobilismo ma, al contrario, è operosa e costante attività di cura e presidio da parte degli enti responsabili e con il contributo della società civile: senza manutenzione ordinaria e programmata, dei monumenti come dei paesaggi, non esiste tutela».

La cultura del rispetto dell’ambiente è importante che venga inserito nelle scuole?

«Il FAI ha tra i suoi obiettivi l’affermazione di un’educazione ambientale per lo sviluppo sostenibile. Occorre che i giovani siano messi in grado di prendere decisioni e compiere scelte in chiave sostenibile, nel rispetto dell’ambiente e del territorio. Approfondire e coinvolgere i giovani sui grandi temi legati alla scoperta del proprio territorio con un’iniziativa che consente loro di entrare in contatto “dal vero” con il patrimonio di edifici, storia ed ambiente che si nascondono tra i luoghi della propria vita quotidiana e che rappresentano l’identità del territorio, la sua storia, le sue tradizioni, coniugando concretamente il sapere con il fare, le conoscenze con le competenze. Il FAI propone ai docenti di riscoprire il territorio attraverso azioni educative rivolte agli studenti che, divenuti conoscitori dei Beni svilupperanno, nelle manifestazioni organizzate dal FAI – Le Giornate FAI di Primavera e le Giornate FAI di Autunno – il ruolo di Apprendisti Ciceroni, coniugando “dal vero” storia, cultura ed ambiente, il sapere con il fare, le conoscenze con le competenze, per attivare processi virtuosi di cambiamento dei comportamenti e degli stili di vita».

Il primo agosto ci sarà un workshop nella sezione AIFF Green dell’Ariano International Film Festival su “il Villaggio Glocale” di che si parlerà?

«Il Villaggio Glocale: il termine, del tutto nuovo, è il frutto dell’associazione letterale dei due aggettivi globalelocaleche è il frutto dell’osservazione  e della coesistenza del nuovo modello di comportamento : pensare in maniera “globale” ma vivere secondo il proprio modello “locale”. Si discuterà sulla “identità flessibile” dell’uomo e della sua capacità di localizzarsi e delocalizzarsi nel medesimo tempo, secondo una prospettiva a più dimensioni nella quale vanno a  convergere le istanze sociologiche della globalità dell’informazione e quelle della chiusura delle comunità a tendenze centrifughe».

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