venerdì - 10 Luglio 2020

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    Al De Sanctis una rivisitazione contemporanea di “Edipo Re”

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    Il laboratorio del dramma antico del De Sanctis rinvia la “prima teatrale” ma presenta una originalissima versione di “Verso Colono” Edipo Re per raccontare la pandemia. La Ministra Azzolina: “Ho apprezzato la rivisitazione dell’opera all’interno del contesto contemporaneo”

    Il laboratorio del dramma antico dell’I.I.S.S. Francesco De Sanctis di Sant’Angelo dei Lombardi rinvia la prima teatrale dello spettacolo dal titolo “Verso Colono” dalla tragedia di “Edipo Re” di Sofocle ma propone un originalissimo lavoro, costruito attraverso la didattica a distanza, per raccontare la pandemia attraverso gli occhi dei ragazzi, che hanno avuto la possibilità di mettere in campo una autentica sperimentazione dei nuovi codici comunicativi, per enfatizzare il messaggio di Edipo e porre l’accento- alla luce della pandemia e del lockdown imposto dal Coronavirus- sulla necessità di ritrovarsi nella solidarietà collettiva per ricostruire un nuovo tessuto sociale.Sant'angelo dei Lombardi, de sanctis

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    Il video interamente realizzato e montato dai ragazzi è presente sulla pagina social dell’Istituto De Sanctis e in pochi giorni ha incassato centinaia di ovazioni anche da accademici e critici letterari di tutta Italia.

    Ad apprezzare il lavoro svolto da docenti e alunni è stata anche la Ministra Lucia Azzolina,
    che raggiunta dalla professoressa Maria Marandino, non ha esitato a far recapitare i suoi personali apprezzamenti di seguito riportati: “Gentile Prof.ssa Marandino, Le sono sinceramente grata per avermi sottoposto il video dei Suoi ragazzi; dell’opera ho
    apprezzato la rivisitazione, all’interno del contesto contemporaneo, della sempiterna tragedia di Sofocle. In tal modo, Lei ha conseguito un duplice risultato, sia una inedita analisi dell’opera del drammaturgo che, soprattutto, l’edificazione, all’interno della coscienza dei Suoi ragazzi, di uno spirito critico autonomo. Sono certa che questi preziosi doni, indispensabili per i cittadini di domani che oggi frequentano le Sue aule, costituiranno una costante nel futuro delle Sue studentesse e dei Suoi studenti. Le rinnovo dunque la mia gratitudine e Le porgo un affettuoso saluto”.

    Il video intanto, è andato in onda nel giorno in cui ci sarebbe stata la prima teatrale, e rappresenta una sintesi di pensieri dei ragazzi, che hanno arricchito l’analisi del testo antico di immagini, ricordi, riflessioni e speranze. In attesa di poter assistere dal vivo alla rappresentazione teatrale, la scuola ha scelto ancora una volta di confermare la sua capacità di adattamento agli eventi e ha organizzato una diretta social per la presentazione del lavoro. Alla diretta live della pagina facebook dell’Istituto, hanno preso parte il dirigente scolastico Gerardo Cipriano, la professoressa Maria Marandino, il professor Angelo Meriani, docente di letteratura greca presso l’Università di Salerno e referente di “Classici Contro”, le studentesse del liceo classico Francesca Quartuccia e Sabrina Celano. Ha concluso l’incontro attraverso un contributo video, la cantautrice e musicista Filomena D’Andrea.de sanctis

    Nel video realizzato dai ragazzi, la narrazione di Edipo Re di Sofocle si apre con la pestilenza che ha colpito la città di Tebe, dove gli uomini si contagiavano a vicenda e i morti si seppellivano come ognuno poteva, senza rito funebre. La peste è il segno di una collera superiore e soprannaturale che rende sterili le donne e la terra, e i cittadini possono solo pregare. Centrale è la figura del Re, che guida il popolo alla stregua di una padre, chiamato a fronteggiare l’evento ma anche a indagarne le cause.

    La peste non è una guerra che divide, ma anzi omologa gli uomini, vessati dallo stesso dolore. L’impurità è nella natura ferita dagli uomini, che l’hanno infettata e hanno oltraggiato l’ordine naturale dell’esistenza. Il compito di Edipo è di ricondurre il suo popolo alla felicità, e nonostante durante il cammino vacillino le sue certezze, non perde la fiducia di ritrovare Colono. La sofferenza infatti trova la sua catarsi in germogli di nuova vita, che fioriscono e alimentano il coraggio di costruire una nuova vita.

    Nella versione inedita del lavoro dei ragazzi, che sono stati costretti a rinviare la “prima teatrale”, il laboratorio del dramma antico vuole offrire una testimonianza sul senso di questo tempo “sospeso” dalla pandemia, per ricostruire la solidarietà e ricompattare le forze verso un obiettivo comune, che è il benessere sociale e collettivo. Il video realizzato infatti propone continue analogie con l’attuale pandemia e rievoca diversi avvenimento storici della peste. La prima immagine di peste è della malattia che si abbattè sulla città di Atene nel 430 a.C., narrato da Tucidide.

    Seguono le immagini di pestilenze celebri nella storia: il ‘300 e il ‘600, parallelamente sfondo storico del Decameròn di Giovanni Boccaccio e dei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni; la febbre spagnola del 1918 e l’attuale pandemia. “Non potendo realizzare e condividere con il pubblico, data l’emergenza epidemiologica in atto, la natura più autentica del teatro classico, e quindi quella di essere spettacolo dal vivo – dichiara il dirigente scolastico Gerardo Cipriano- con questo video abbiamo voluto rafforzare la nostra vicinanza a tutta la comunità scolastica, ma non solo: a tutti i cittadini, a sostegno dell’attività didattica e della cultura, nella loro insostituibile vitalità”.

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