Allarme natalità ad Ariano Irpino: culle e incubatrici rimangono vuote



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ariano irpino

All’Ospedale “Frangipane” di Ariano Irpino non nascono bambini dal 23 dicembre scorso: neonatologia, nido e sala parto sono deserti. Ma l’indice di natalità è in picchiata in tutta Italia

Le cicogne non trovano più la strada per raggiungere l’Ospedale di Ariano Irpino. Al “Frangipane”, infatti, non nascono più bambini dal 23 dicembre scorso.

Al nosocomio del Tricolle culle e incubatrici rimangono vuote, il reparto di neonatologia e il nido deserti. E la prospettiva non sembra orientata al miglioramento, almeno nell’immediato, con appena due coppie in dolce attesa. Non era mai successo negli anni precedenti, ma quanto si registra ad Ariano non è nient’altro che il condensato di una criticità diffusa su tutto il territorio nazionale.

L’allarme demografico è un problema che affligge il nostro Paese. Basta leggere gli ultimi dati allarmanti del 2016, registrati da gennaio a giugno, per rendersene conto: 221.500 nuovi nati in totale contro i 236.100 nati nello stesso periodo dell’anno precedente. 14.600 nascite in meno, con un calo pari al 6%.

Un tasso di natalità in caduta libera incapace di lanciare segnali positivi e incorariano irpinoaggianti ormai da troppi anni. Inoltre, seppur i numeri siano ancora in fase di raccolta e di elaborazione, il periodo che va da luglio a dicembre 2016 non mostra alcuna “ripresa” e anche il 2017 non promette nulla di buono.

Sono sempre le cifre a riassumere la drammaticità di un fatto. Secondo Eurostat in Italia nascono meno bambini che nel resto d’Europa, e abbiamo un tasso di natalità fermo all’8 per mille contro una media UE che raggiunge il 10 per mille. Come se ciò non bastasse il numero dei decessi supera le nascite: nel 2015, sempre stando ai dati Eurostat, nella penisola sono nati 485.800 bimbi, e il numero di decessi è stato pari a 647.600, con un “saldo naturale“, cioè la differenza tra nati e morti, che ha fatto segnare un “disavanzo” record di 162mila persone.

Se la tendenza, dunque, non si invertirà un futuro davvero fosco attende l’Italia da un punto di vista demografico. E tutto ciò è il risultato di inadeguate politiche di sostegno alla famiglia che non sono in grado di far percepire la vicinanza delle istituzione né di infondere speranza alle giovani coppie sempre più scoraggiate e avvilite dalle difficoltà economiche: ed ecco che il numero medio di figli per donna si ferma a 1,35 e l’età media delle donne al momento del parto sale a 31,7 anni (dati ISTAT).

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