venerdì - 25 Giugno 2021

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    Ariano Irpino fra le città della ceramica da non perdere

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    Sia Ariano Irpino che Calitri figurano nelle 7 città della ceramica in Campania da non perdere all’interno del Progetto Buongiorno Ceramica

    Il Progetto Buongiorno Ceramica, partito ieri e che proseguirà oggi, si dedica alla valorizzazione dell’arte della ceramica. 45 le città italiane considerate da non perdere, di cui 7 campane. Fra queste 7, due sono irpine e si tratta di Ariano Irpino e Calitri.

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    Ariano Irpino vanta una delle più antiche tradizioni ceramiche attestata dal ritrovamento di una fornace romana e frammenti di vasi di tipo etrusco.

    La tradizione ceramica di Ariano Irpino affonda le radici nel XIII secolo, quando gli artigiani, chiamati figulai, realizzavano ceramiche in caverne ricavate dalla roccia di tufo e argilla, utilizzando la tecnica dell’invetriatura, di origine greco-romana e perfezionata grazie alle influenze con le culture orientali, bizantine e islamiche. Fu l’arrivo dei maestri faentini, portati in città intorno al 1421 dal conte Francesco Sforza, ad avviare un nuovo corso alla produzione. Per darti un’idea dell’importanza della città nell’arte ceramica, nel 1700 c’erano qui undici fornaci e 30 forniciai che si specializzarono nella realizzazione di manufatti per uso domestico, ispirata dalla tradizione greco-romana, e di statuette e figure votive femminili.

    Dopo un lungo periodo di inattività, la tradizione dei cosiddetti oggetti solari di Ariano viene oggi portata avanti dalle botteghe artigiane che hanno ripreso, nelle forme e nei colori sgargianti, le antiche acquasantiere, le mattonelle votive, le coppe a segreto a forma di calice, e le fiasche decorate con frutti, animali o sembianze umane e dagli studenti del Liceo Artistico – indirizzo Design (corso di studio dell’IIS Ruggero II) ha all’interno dei propri piani di studio un dipartimento disciplinare dedicato alla ceramica.

    LA CERAMICA DI CALITRI

    A circa un’ora di auto si trova uno dei luoghi più suggestivi della Campania, Calitri. La sue case colorate sinuosamente disposte in ordine una accanto all’altra  lungo i fianchi della collina, le hanno fatto guadagnare l’appellativo di Positano dell’Irpinia, inconfondibile colpo d’occhio le che l’ha fatta entrare nelle classifiche dei luoghi più fotografati della Campania.

    Calitri ha una lunga tradizione ceramica risalente al XVI secolo e portata avanti oggi dalle botteghe e dagli artigiani, ma anche dagli studenti del Liceo Artistico – IIS A. M. Maffucci. Nei secoli il territorio ricco di argilla ha permesso ai fornaciai di sviluppare non solo la produzione della ceramica ma anche i commerci con le zone limitrofe, esportando mattonelle, piastrelle e manufatti soprattutto nella zona di Salerno e fino in Basilicata. Ma le ceramiche prodotte in questo angolo d’Irpinia sono famose principalmente per due tipologie di decoro: i “sing sing”, tipiche linee verticali che seguivano la circonferenza dei manufatti e la “rosa mascarina”, probabilmente un richiamo alla rosa selvatica, a cui si aggiunsero decori con stemmi o emblemi gentilizi e richiami ad animali o piante.

    Nel castello di Calitri, danneggiato dal terremoto del 1694, trova posto il Museo della Ceramica. Un vero e proprio viaggio in continua evoluzione tra le ceramiche di Calitri e dell’Alta Valle dell’Ofanto, che parte dall’età del romana, passa per il Medioevo e il Rinascimento fino a giungere a capolavori d’arte contemporanea.

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