L’anima di Antonella Russo vive nella casa rifugio di Ospedaletto D’Alpinolo

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antonella russo

Nasce, ad Ospedaletto d’Alpinolo, la casa rifugio “Antonella Russo”, uccisa dall’ex compagno della madre

 La violenza distrugge la dignità, la libertà, e la vita delle persone. Ed ha distrutto anche quella di Antonella Russo. Quello che lei ci ha insegnato è di non stare mai in silenzio, dove c’è sofferenza e violenza.

Con la sua vita ci ha insegnato che dobbiamo sempre schierarci. Denunciare. E’ per questa ragione che nasce, ad Ospedaletto d’Alpinolo, in provincia di Avellino, la Casa Rifugio Antonella Russo, in sua memoria. In memoria di chi non ha voluto tacere una vergognosa violenza.

Era una fredda mattina del 20 febbraio 2007, quando Antonella Russo aveva accompagnato la madre sul posto di lavoro, una conceria poco distante da casa.

Antonio,  uomo ossessivamente geloso e violento ed ex compagno della madre, seguiva la sua auto. A contrada Sant’Agata scese dalla macchina e avvicinandosi a quella di Antonella, le esplose contro sei colpi di pistola, di cui quattro fatali. Due di questi la raggiunsero al volto.

«Giovane studentessa universitaria veniva uccisa con sei colpi di pistola, in un vile agguato, dal convivente della madre, per averlo denunciato con risoluta e coraggiosa determinazione alle Forze dell’Ordine per le violenze e i maltrattamenti nei confronti della genitrice. Luminosa e nobile testimonianza di eccezionali virtù morali e civili spinte fino all’estremo sacrificio». Medaglia d’oro al valor civile, Roma – 15 novembre 2007.

Antonella Russo

È un’idea progettuale del Centro di solidarietà “La casa sulla Roccia”, di Avellino, realizzata anche grazie alla Demetra Società Cooperativa Sociale.

La casa rifugio ospiterà solo sei donne, anche i loro figli. Potranno ricevere tutto il sostegno di cui avranno bisogno, grazie all’amore e alla professionalità di tante persone, pronte ad aiutarle e a sostenerle in questa coraggiosa battaglia.

La conferenza stampa è prevista per il 9 Settembre, alle ore 10.15, in via Casale nr 2, ad Ospedaletto d’Alpinolo. Ci sarà anche la madre di Antonella.

Il sacrificio di Antonella ha voluto “urlarci”  che l’odio e la violenza non vanno nascosti e non possono essere seppelliti dalla vergogna.