Antonio Sibilia, quattro anni fa la scomparsa del commendatore



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Antonio Sibilia

L’Avellino, sotto la guida di Antonio Sibilia, ottenne la prima promozione in Serie B e tre salvezze nella massima serie. Ecco le sue frasi più celebri

Quattro anni fa, il 29 ottobre 2014, moriva nella sua Mercogliano, all’età di 93 anni, il commendatore Antonio Sibilia, storico presidente dell’Avellino Calcio.

Antonio Sibilia ricoprì questa carica dall’ottobre del 1970 al giugno 1975 (ottenendo la prima promozione del club biancoverde in Serie B nella stagione 1972-1973); dal 1982 al giugno 1983 nella massima serie (conquistando tre salvezze) e, infine, dal 1995 all’estate del 2000, quando lasciò definitivamente la proprietà della squadra alla coppia Aniello AlibertiMassimo Pugliese, in Serie C1 (l’attuale Lega Pro).Antonio Sibilia

Oltre agli innumerevoli strafalcioni linguistici, era nota la sua avversità nei confronti dei “capelloni” e di coloro che avevano orecchini, tatuaggi e ogni altro tipo di abbellimento estetico.Antonio Sibilia

Ricordiamo alcune delle frasi più celebri di don Antonio Sibilia:

  • Rivolto all’attaccante argentino Leonardo Ricatti, in prova nell’estate 1996 (la dirigenza irpina, in seguito, decise di non tesserarlo): «Prima ti tagli i capelli, poi discutiamo di provini e ingaggi; all’Avellino non c’è stato mai posto per i capelloni. Hai 24 ore di tempo e solo perché il lunedì i parrucchieri sono chiusi»
  • A Gil De Ponti, autore del primo gol in Serie A al «Partenio»: «Vagliò, tagliti sta miccia areto»
  • «Chi può, può. Chi non può, non può. Io può!»Antonio Sibilia
  • A Pasquale Luiso: «Segnami quindici gol e ti regalo una Mercedes» (l’attaccante ne segnò 19, ma rinunciò all’auto perché la squadra retrocesse in terza divisione)
  • Rivolto al team manager, il quale gli disse che il portiere desiderava guanti nuovi: «Che sono queste preferenze, o li compriamo a tutti o a nessuno»
  • Sibilia: «Fummo andati in Brasile e comprammo Juary». Giornalista: «Presidente… siamo…». Sibilia: «Dicevo, fummo andati in Brasile…». Giornalista: «Presidente… siamo!…»Sibilia: «Ma che si benuto pure tu?»
  • Giornalista: «Presidente, sembra che ci siano due cordate interessate all’Avellino». Sibilia: «Ma quale cordata, io non veco manco ‘na funicella»
  • Rivolto al giornalista, dopo aver esonerato in diretta televisiva l’allenatore Papadopulo: «Sì, ma vui siti tanti pappamolle, ma tu addò vai co sta trasmissione»
  • «A squadra ‘a faccio rind a ‘na settimana»

    Antonio Sibilia
    Il commendatore tra Salvatore Vullo (a sinistra) e Stefano Tacconi
  • «Chi sordi ra villeggiatura pu mare, facitivi abbonamento»

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