Apple Pie: “Un Pride per dare voce a chi non ne ha”



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Cos’è il Pride e perché è importante? Ne abbiamo parlato con l’associazione Apple Pie: l’amore merita LGBT+ che ha organizzato per questo sabato il primo pride irpino

Domani 15 giugno si terrà ad Atripalda, l’Abellinum Pride, primo pride  in Irpinia. Mai come quest’anno urgeva con incombenza la necessità di portare anche nella nostra provincia la marcia dell’orgoglio della comunità LGBT+.

Come ricordato dallo stesso spot dell’Abellinum Pride (qui), cade tra pochi giorni, il 50esimo anniversario dei moti di Stonewall. La notte del 27 giugno 1969 una serie di scontri interessarono la comunità lgbt+ e la polizia di New York. Dopo l’ennesima irruzione nello Stonewall Inn (un locale gay al 53° di Christopher Street, New York), prende il via quello che sarà riconosciuto come “movimento di liberazione gay“. Simbolo di quella notte Sylvia Rivera, una donna transessuale, la prima ad essersi ribellata con il lancio di una bottiglia.

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Logo dell’Abellinum Pride con Sylvia Rivera

Ora a discapito di ogni fraintendimento, è giusto specificare che erano anni in cui essere omosessuale, anche a New York, era considerato al pari di un crimine. La polizia, durante le sue frequenti irruzioni nello Stonewall Inn infatti, utilizzava scuse banali per arrestare coloro i quali si trovavano all’interno del locale e molto spesso, già il fatto di essere lì portava alla violenza e all’incarcerazione.

Ma perché è ancora importante il Pride?

Ne abbiamo parlato con Antonio De Padova, vicepresidente dell’associazione Apple Pie: l’amore merita LGBT+:

Il Pride è dare voce a chi non ne ha. Ancora oggi, in quasi un terzo del mondo, essere omosessuale è illegale. Carcere, multe, violenze e molto spesso la morte è il destino di tanti, troppi, omosessuali.

Il Pride oggi non è un bisogno di celebrare l’essere omosessuale e le persone lgbt+, come spesso erroneamente si afferma, ma si scende in strada per rivendicare i propri diritti. Saremo in strada per quei due ragazzi che lo scorso aprile sono stati discriminati ad Avellino e tutti coloro i quali subiscono discriminazioni e violenze.

Il Pride è un momento per sentirsi accettati, accolti come in una famiglia. Ci si ritrova tra sconosciuti e si è accomunati dagli stessi ideali. Non ho molte aspettative per questo pride – afferma De Padova – ma se anche solo un ragazzo riuscirà a sentirsi meno solo quel giorno, sarà una vittoria.

Bisogna celebrare le persone che prima di noi hanno lottato. Per questo motivo abbiamo scelto il logo di Sylvia Rivera a rappresentarci. Siamo in netto ritardo, il primo pride in Italia è stato nel 1994, a Roma. Dopo 25 anni, un quarto di secolo, stiamo facendo la storia della nostra provincia.

Mi piacerebbe che le persone più grandi partecipassero. Non restate chiuse in casa, manifestate con noi, con le tante ragazze e i tanti ragazzi che saranno presenti. Manifestate anche se siete eterosessuali e avete tutti i diritti”.

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