Nel pomeriggio si è tenuta la conferenza dell’ottava edizione dell’Ariano International Film Festival. Ospite il celebre attore Giorgio Pasotti

L’Ariano International Film Festival non si ferma, nonostante il Covid. Di necessità virtù, e quindi questa edizione, in chiusura domenica 2 agosto, sarà prettamente online. Oggi pomeriggio la consueta conferenza stampa al Grand Hotel Biffy di Ariano Irpino. Presente anche l’ospite di questa edizione, il celebre attore Giorgio Pasotti, accompagnato dalla bellissima compagna.

Ad aprire la conferenza stampa, in una giornata dal caldo torrido, è la padrona di casa Annarita Cocca: “Il nostro festival è tutto online, le opere finaliste sono visibili lì. Stiamo cercando di dare un qualcosa in più ad Ariano, infatti 7-8 e 9 proietteremo dei film nella Villa Comunale per regalare un sorriso anche alla nostra comunità, che come sappiamo ha vissuto momenti difficili negli scorsi mesi“.

Poi ha preso la parola Giorgio Pasotti, alla sua seconda presenza all’Ariano International Film Festival. L’attore ha spiegato il come sceglie i film da interpretare: “Faccio film che anche io andrei a guardare da spettatore, faccio il mio lavoro per passione. Fin quando avrò questa spinta emotiva proseguirò questo mio lavoro, scegliendo i progetti sulla qualità. Sto scoprendo anche il ruolo di regista, ho fatto 2 film da regista, sempre spinto da questa passione emotiva”.

“HO PERSO UNA ZIA PER IL CORONAVIRUS”

Giorgio Pasotti, bergamasco doc, ha visto la sua città immersa nel dolore negli ultimi tempi: “Bergamo è diventata una delle città italiane più famose al mondo a causa di questa tragedia. Chiunque a Bergamo ha perso qualcuno, basta pensare a questo per rendersi conto della catastrofe che ha portato alla scomparsa di quasi un’intera generazione, quella dell’esperienza, quella che dovrebbe insegnare la via ai giovani. Io stesso ho perso una zia. Dobbiamo pensare che prima o poi passerà, noi italiani siamo stati bravi, ma ora dobbiamo ripartire. Condividiamo questo triste destino anche con Ariano, che comunque è l’unica città che ha avuto modo di fare tamponi a tutta la popolazione, quindi è ripartita davvero. Dobbiamo pensare che ad ottobre non ritornerà la pandemia, ma la vita di sempre.

L’attore e regista nella sua carriera non si è fatto mancare nulla: cinema, teatro, televisione. Come spiega lui stesso, tutte e 3 queste forme d’arte rappresentano il suo mondo. “Il teatro è il luogo in cui l’attore vive un interscambio con il pubblico, un rapporto che si rigenera di sera in sera, grazie a quell’immediatezza che il cinema non ti dà. Detto questo, il cinema ha un altro aspetto, ha a che fare con l’estetica, non è solo recitazione, ma anche movimento di macchine. Non c’è un meglio o un peggio, mi nutro di tutto, faccio cinema e mi ricarico per il teatro, faccio teatro e mi ricarico per il cinema“.

“IL NOSTRO SETTORE NON AIUTATO DAL GOVERNO. CULTURA FONDAMENTALE, SOPRATTUTTO PER NOI ITALIANI”

Infine Pasotti si è soffermato sulla crisi del mondo dello spettacolo a seguito del lockdown: “La stragrande maggioranza delle persone del mondo dello spettacolo sono macchinisti, fonici, parrucchieri…noi siamo solo una piccolissima parte di questo mondo, ma abbiamo dei privilegi che altri non hanno. Per un attore che può stare a casa, ci sono centinaia di professionisti che non hanno soldi per dar da mangiare i figli. Ci sono un sacco di persone che mi chiamano per chiedermi quando si può tornare a far qualcosa, ma non posso far nulla, è un problema assicurativo. Bisogna anche considerare che sono tutti lavoratori saltuari, che non hanno pensioni garantite o altro. Notizia di oggi è che il Governo francese ha stanziato una sorta di protezione per i lavoratori dello spettacolo, da 1250 euro fino a 3000 euro al mese. Il nostro Governo invece non ha fatto nulla. In tempi di pandemia però hanno fatto telefonate a noi per appoggiare la cultura e mandare messaggi positivi alla popolazione. Quando c’è da chiedere non mancano mai di interpellarci, quando c’è da dare è evidente che questa cosa viene a mancare. Noi tutti abbiamo capito quant’è importante la cultura proprio in questa pandemia. La cultura è fondamentale, soprattutto per noi italiani“.

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