lunedì - 21 Settembre 2020

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    Per chi proviene da Napoli, lungo la strada che conduce in Irpinia, impossibile è evitare l’incontro con il maestoso castello di Avella. Sfoglia la fotogallery


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    Terra di battaglie, terra contesa, Avella ha visto scorrere, nel flusso del tempo, mille storie diverse. In epoca romana fu città di notevole importanza, sia economica che culturale. Qui, si dice, Virgilio eresse una sua villa, prima di recarsi su Montevergine, come la leggenda narra, a curare il suo orto di erbe magiche.

    Contese, guerre, giochi di potere si sono susseguiti nel tempo. Diversi signori hanno regnato dai palazzi di Avella, e dal suo castello. Ed è questo che, oggi, domina la valle sottostante, dove si trova il comune.

    Le sue possenti mura, ancora oggi visibili, circondano uno spazio interno dove, un tempo, sorgeva un piccolo agglomerato urbano. Vi è, a dominare il tutto, un grande, notevole Don Jon. Purtroppo l’imponenza non è sempre sinonimo di ricchezza ed opulenza, ed infatti, scorrendo le pagine della storia del castello, per lunghissimo tempo esso fu lasciato all’abbandono.

    Oggi gli uliveti che lo circondano rendono piacevole il panorama che lo ingloba sullo sfondo della catena del Partenio, mentre dalle mura si ammira, contro il sole, la sagoma del Vesuvio.

    Terra d’incontro, ma anche scenario di cruenti eventi, la travagliata storia di Avella ci giunge ricca di segni del tempo: le tombe romane, quasi dirimpettaie del castello (ma a quota minore), i palazzi nobiliari del centro storico, le chiese con il chiostro e con antiche opere artistiche custodite, le antiche tradizioni agricole e industriali – si pensi alla tessitura del saio per i monaci, un tempo Avella ne era uno dei centri più importanti di produzione in Italia – l’anfiteatro di epoca romana, oggi sempre più al centro della vita culturale del paese, il fiume Clanio e le grotte nei monti.

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