martedì - 18 Maggio 2021

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    Avellino, 7, 8 e 9 maggio l’evento “Still Standing- Sguardi un anno dopo”

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    Si svolgerà nei giorni 7-8-9 Maggio, presso i giardini di Villa Amendola, ad Avellino, la manifestazione intitolata “Still Standing- Sguardi un anno dopo”

    La manifestazione è ideata ed allestita dalla documentarista e fotografa avellinese Paola Bruno, con la collaborazione dei maestri Giuseppe Rubicco e Giovanni Spiniello, e il patrocinio del Comune di Avellino.

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    “Una ragnatela che non è trappola, ma momento di incontro -spiega Paola Bruno-, in grado di riannodare i fili di una comunità e di una memoria tanto recente quanto dolorosa. E’ questo il senso del progetto che ho voluto realizzare insieme ai maestri Giuseppe Rubicco e Giovanni Spiniello”.

    “Un progetto -prosegue- che vedrà la luce nei giorni 7-8-9 maggio ad Avellino, nella splendida cornice di Villa Amendola, e che, inconsapevolmente, ha preso le mosse nel mese di marzo del 2020, quando il mondo intero si è ritrovato a fronteggiare la devastante pandemia causata dal Covid”.

    “In quelle settimane -chiarisce-, scossa e incredula per quello che stava accadendo,  sono andata in giro per le strade della mia Città fotografando volti coperti da una mascherina, capaci di esprimere emozioni e sentimenti solo attraverso lo sguardo. Non sapevo esattamente cosa ne sarebbe venuto fuori, ma ero consapevole della necessità di creare una sorta di archivio fotografico di quello che inevitabilmente sarebbe diventato un momento spartiacque nella storia del mondo”.

    “E’ stato un lavoro estremamente lungo, che mi ha assorbito completamente -evidenzia la documentarista avellinese-, portato avanti in un momento di forti emozioni contrastanti data la scomparsa del mio papà, a cui dedico tutta l’energia e gli sforzi che sono serviti alla realizzazione di questo progetto. Sotto ogni foto -aggiunge- sarà attaccata una mascherina, simbolo indiscusso di questo tempo, presente ancora oggi su tutte le nostre facce. Benzinai, edicolanti, parrucchieri, salumieri e macellai, giovani e vecchi, uomini e donne. Siamo noi, cittadini di qualunque città, persone semplici e forti, che abbiamo il coraggio di vivere in tempi così bui. Noi che osserviamo le regole e andiamo avanti, lottando per un futuro migliore”.

    “In questo contesto, in cui mi sono trovata con la porta delle emozioni aperta, il seme è stato gettato nella mia mente, e difficilmente sarebbe diventato una pianta se non avessi coinvolto subito i maestri Rubicco e Spiniello che, oltre ad essere persone care a mio padre, rappresentano l’anima stessa di una città che crea, che non si arrende e che guarda al futuro con ottimismo e la giusta dose di disincanto. Insieme -sottolinea- abbiamo ragionato sul da farsi finché è nata l’idea di creare fisicamente una grande ragnatela cui appendere le fotografie. Quella struttura avrebbe dovuto rappresentare da un lato la ricostruzione delle tappe di una quarantena e dall’altro i segmenti del rapporto che ho costruito, in un momento storico straordinario, con e tra tante persone”.

    Venendo al vivo della manifestazione: “Durante i giorni dell’estemporanea -dice Bruno-, i protagonisti degli scatti saranno invitati a recuperare la propria foto, riappropriandosi così di un pezzo di memoria e cogliendo l’occasione per incontrare e conoscere i loro inconsapevoli compagni di viaggio. Alla fine, resterà sulla ragnatela solo una fotografia, quella di mio padre, che rappresenterà l’omaggio rivolto a quanti, in questo terribile anno, per il Covid o altre ragioni, ci hanno lasciato avvolti da quel terribile senso di indifferenza causato dal giornaliero e inumano conteggio delle vittime cui siamo stati sottoposti”.

    L’iniziativa, per ovvie ragioni, non sarà aperta al pubblico, “ma solo su invito alle persone fotografate e sarà documentata attraverso un video che pubblicherò nelle prossime settimane”.

    “Molte persone -spiega Bruno- si stanno attivando per dare una mano e favorire la realizzazione del progetto. Tra queste, non posso non menzionare la Vicesindaco di Avellino,  Laura Nargi, vero e proprio anello di congiunzione con l’Amministrazione comunale, i mastri Giuseppe Rubicco e Giovanni Spiniello, Biana Pacilio, Diego Iannaccone, Felice Caputo, Maria Giovanna Silvestri, Alberto Nigro, Dario De Vito e tanti altri. Un grazie di cuore conclude- alla mia famiglia che come sempre mi sostiene e crede in me e nel mio mestiere”.

    CONTINUA SU AVELLINO ZON

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