mercoledì - 12 Agosto 2020

Coronavirus, Atripalda: contatti stretti di due positivi, andavano in giro per la città

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    Quel giorno fatale dopo Avellino-Ascoli del 23 novembre del 1980

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    Ripercorriamo insieme la partita Avellino – Ascoli che precedette di poco il fatale terremoto del 1980, che costò la vita a moltissimi irpini

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    Terremoto 1980: sono trascorsi 36 anni da quel drammatico pomeriggio di domenica 23 novembre, quando persero la vita circa 3mila persone.Trentacinque anni di sofferenze e malaffare, appalti e container, clientelismo e una ricostruzione mai terminata. Ecco perché da queste parti il sisma è una ferita ancora aperta. Era il giorno di Avellino – Ascoli. Quella domenica – era il 23 novembre 1980 – venne funestata in serata dal terremoto che devastò parte della Campania, l’Irpinia soprattutto.avellino

    “Io e mia moglie volevamo buttarci dal terrazzo per un Tentativo di fuga dall’immobile colomba dove abitavamo. Rimanemmo impietriti e per nostra fortuna ci andò bene. C’erano delle Situazioni drammatiche: morti che giacevano a  terra, gente che tirava i propri parenti dalle macerie “. Lo Stadio “Partenio” diventò un campo di accoglienza per i senzatetto. La squadra irpina, per le partite interne, fu costretta a spostarsi al San Paolo di Napoli.”  Cit. Salvatore di Somma. ( difensore degli anni d’oro dell’Avellino Calcio)

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    Un terremoto che andrebbe ricordato per l’incredibile numero di vittime, feriti e sfollati, ed invece venne irrimediabilmente associato a sprechi di fondi pubblici, malaffare, politica clientelare. Un popolo devastato e rinato col tempo, portando dentro l’accaduto. Oggi è il giorno della memoria, è il giorno del ricordo delle vittime, ma anche di chi ha subito danni di qualsiasi tipo, morali e di natura calamitare. Nonostante tutto gli Irpini cammineranno sempre a testa alta.

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