Avellino: “Dire ad un bambino di non fare la femminuccia è sbagliato”

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Diversi spunti di riflessione e testimonianze intorno all’identità di genere e il binarismo durante incontro di Apple Pie: l’amore merita LGBT+ e Al3parole allo SPI -CGIL di Avellino

Si è tenuto ieri presso a sede SPI – CGIL di Avellino, l’incontro Identità transgender e gender non conforming: riflessioni e buone prassi, organizzato dall’associazione Apple Pie: l’amore merita LGBT+ in collaborazione con Al3parole Associazione di Promozione Sociale.

Presente il prof. Paolo Valerio, docente di Psicologia Clinica all’Università Federico II di Napoli e Presidente Onorario del Centro di Ateneo SInAPSi – Università Federico II di Napoli, che ha illustrato le “Linee guida per psicologi che lavorano con persone transgender e gender non conforming”.

Un lavoro ambizioso a cura dell’ APA – American Psychological Association, tradotto dal gruppo di lavoro coordinato dal professore Paolo Valerio del Centro Ateneo SInAPSi – Servizi per l’Inclusione Attiva e Partecipata degli Studenti, Università Federico II di Napoli e pubblicate dall’Ordine degli Psicologi della Campania.

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“Negli ultimi anni sta crescendo la visibilità delle persone che non si identificano in modo esclusivo come maschi e femmine. Perché? Perché finalmente se ne parla, c’è un confronto e maggiore conoscenza” – ha cominciato così il prof Valerio. 

Transgender, non-binary, genderqueer, genderfluid, agender, intersex  sono sono alcune delle definizioni che si inseriscono nel variegato quanto mutevole spettro di espressione. Termini che molto spesso confondono e per questo fanno nascere paura e pregiudizio. Ma è bene sapere che è naturale, sano, non si tratta di patologie da dover curare, bensì di modi di essere con i quali imparare ad approcciare.

“Sono universi in cui lentamente dobbiamo cominciare ad entrare in contatto per contrastare stigma e stereotipi. Conoscere è il primo passo per abbattere i pregiudizi“.

Bisogna partire dal piccolo e dal quotidiano per poter consentire alle persone di esprimersi come meglio sentono. Alcuni paesi come la Germania, ad esempio, hanno introdotto la possibilità di un terzo genere nei documenti. In Italia, ancora troppo spesso, ascoltiamo espressioni come: “Non fare la femminnuccia” rivolte ad un bambino, che in quel momento sta soltanto esprimendo ciò che sente, magari con il pianto.  In una società patriarcale, in cui vige la legge del maschio forte e virile, il vero stigma è la femminilizzazione. Come se mostrare le proprie emozioni fosse sbagliato o comunque prerogativa di un “sesso debole”.

Daniela Lourdes Falanga – Presidentessa Arcigay Napoli, ha sottolineato l’importanza di accompagnare le persone nel loro viaggio verso la felicità e la piena consapevolezza di sé.

“Oggi sul piano culturale siamo messi male, c’è in atto un conflitto che devasta la vita di molte persone. Ciò che può fare la differenza è il rapporto tra genitori e figli e l’ascolto empatico e senza giudizio verso ciò che è dentro di noi“.

Un incontro ricco di riflessioni e testimonianze come quella portata da Ilario Arena, uomo transgender con il desiderio di diventare padre attraverso il suo utero.

Presente inoltre Luca Cioffi, CGIL Avellino – Camera del Lavoro Territoriale, Immacolata Mara Festa Psicologa-Psicoterapeuta, Presidente Apple Pie: l’amore merita LGBT+, Carmen Ricci Psicologa, Presidente Al3parole Associazione di Promozione Sociale, Ottavia D’anseille Voza referente Politiche Trans per Arcigay Nazionale.

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In conclusione la poetessa Giovanna Cristina Vivinetto, autrice transessuale, ha allietato la serata con i versi tratti dal suo romanzo “Dolore minimo“.