«L’Avellino Calcio e la Scandone sono due monumenti che non appartengono alle società, ma all’Irpinia» ha dichiarato il sindaco Gianluca Festa

«Quando i sostenitori dell’Avellino Calcio hanno cantato “Il Lupo è l’unico grande amore” hanno detto la verità, perché quello che spinge i tifosi a fare sacrifici, e parlo del calcio e del basket – ad esempio quando si fanno trasferte lunghe in pullman, scomode, senza mangiare e quando si aiuta anche il tifoso che non ha soldi e gli si dice: “Vieni, perché tu sei un appassionato; paghiamo noi per te la trasferta” – quando c’è questo non c’è nessun interesse, c’è solo un grande cuore biancoverde che batte forte in ognuno degli irpini e che è legato al calcio e al basket e ai colori di questa terra.

Non solo esorto De Cesare a partire con l’allestimento delle squadre, ma dobbiamo anche mantenere questa unità di intenti e di impegno. Non dobbiamo sfaldarci, dobbiamo far capire ad acquirenti e a De Cesare in primis che c’è una piazza, una comunità che vuole salvaguardare due monumenti che sono non di qualcuno, non delle società ma dell’Irpinia; sono monumenti pubblici, che ogni tanto qualcuno deve manutenere. I tifosi vanno rispettati e onorati.Avellino Calcio

De Cesare deve partire, ma se non può realizzare una squadra in grado di poter partecipare deve dircelo. Per il bene di questa terra sarebbe meglio cederla. Gli riconosciamo l’impegno per averci fatto vedere il basket ad alti livelli in questi ultimi anni e per aver riportato l’Avellino Calcio in Serie C dopo un anno ma, per non vanificare anche il suo impegno economico, se non ce la può fare è meglio che cede; se invece ce la può fare, tutta questa piazza, il sindaco e i tifosi irpini dovrebbero sottoscrivere l’abbonamento.

Sarò il primo ad acquistare l’abbonamento per il calcio e per il basket. Basterà? Non lo so. Chiaramente a questo punto ci rimettiamo alla volontà di De Cesare, a cui deve però arrivare questo messaggio: “Per amore, solo per amore dello sport irpino e dell’intero territorio”».