lunedì - 6 Luglio 2020

Coronavirus, altri 5 casi in Irpinia. Incubo nuovo focolaio

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    Avellino Calcio, 11 novembre 1984: il primo derby contro Maradona

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    Mario Paradisi, il portiere dell’Avellino Calcio, fu il protagonista assoluto della partita, negando in più di un’occasione il gol al fuoriclasse argentino

    Domenica 11 novembre 1984, esattamente 34 anni fa, all’8ª giornata del campionato di Serie A 1984-1985, allo stadio «San Paolo» si disputò il derby campano tra il Napoli e l’Avellino Calcio.

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    La gara, molto agonistica e caratterizzata da numerose scorrettezze che fruttarono quattro ammonizioni (due per parte), finì 0-0, ma non fu un derby come gli altri; infatti, fu il primo dei Lupi contro Maradona.

    Avellino Calcio

    Il fuoriclasse argentino, acquistato dalla società partenopea nell’estate di quell’anno (prelevato dal Barcellona per 13 miliardi di lire), in più di un’occasione, con colpi di tacco e cross, si rese pericoloso andando anche vicino al gol.

    L’Avellino Calcio, guidato da Antonio Angelillo, era reduce dalla vittoria interna per 4-1 contro l’Udinese e aveva 7 punti in classifica mentre gli azzurri, allenati dall’ex Rino Marchesi (il tecnico delle prime due salvezze dei biancoverdi in Serie A), la settimana prima avevano perso a Bergamo contro l’Atalanta, per 1-0, e di punti ne avevano 5.

    Avellino Calcio

    Attraverso un gioco disordinato, ci fu una superiorità territoriale dei padroni di casa, costantemente bilanciata dalle puntuali chiusure degli irpini.

    Al 50º, una punizione di Maradona venne respinta da Mario Paradisi (l’estremo difensore dei Lupi fu il protagonista assoluto della partita).

    Avellino Calcio

    L’Avellino Calcio impegnò Castellini con l’ex Díaz (riscattato a titolo definitivo proprio dal club partenopeo) e Barbadillo, ma nell’ultima azione del Napoli, ancora Paradisi negò la rete al Pibe de Oro, che stoppò di petto in area e di prima tirò centralmente.

    Avellino Calcio

    Grazie a quel prestigioso punto, i Lupi si mantennero davanti ai partenopei in classifica.

    Maradona, che quell’anno fu il capocannoniere del Napoli con 14 reti (di cui 5 su rigore), inizialmente non riuscì a far compiere il salto di qualità alla squadra azzurra, che chiuse il campionato all’8º posto mancando la qualificazione alle coppe europee.Avellino Calcio

    L’Avellino Calcio, invece, venne risucchiato in zona retrocessione a metà girone di ritorno, ma riuscì a conquistare la settima salvezza consecutiva nella massima serie con due giornate d’anticipo, togliendosi anche la soddisfazione, alla 15ª e ultima giornata di andata, di battere l’Hellas Verona, la squadra che poi avrebbe vinto lo scudetto, in un «Partenio» innevato (fu la prima sconfitta del campionato per gli scaligeri e l’unica in trasferta).Avellino Calcio

    Queste le formazioni che scesero in campo:

    NAPOLI: Luciano Castellini, Marco De Simone, Moreno Ferrario, Giuseppe Bruscolotti, Antonio Carannante (dal 59º Simone Boldini), Salvatore Bagni, Costanzo Celestini, Walter De Vecchi, Diego Armando Maradona, Daniel Bertoni, Domenico Penzo (dal 72º Luigi Caffarelli).

    Allenatore: Rino Marchesi.Avellino Calcio

    AVELLINO CALCIO: Mario Paradisi, Roberto Amodio, Giuseppe Zandonà, Salvatore Vullo (dal 50º Stefano Garuti), Armando Ferroni, Gian Pietro Tagliaferri, Fernando De Napoli, Angelo Colombo, Franco Colomba (dal 66º Pasquale Casale), Gerónimo Barbadillo, Ramón Díaz.

    Allenatore: Antonio Angelillo.Avellino Calcio

    Arbitro: Pierluigi Magni di Bergamo.

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