Dopo la nostra diretta Facebook, proponiamo le immagini che mostrano la protesta della Curva Sud nei confronti del presidente dell’Avellino Calcio

Ieri mattina, presso il Comune di Avellino, si è svolto un incontro tra il sindaco Gianluca Festa e il presidente dell’Avellino Calcio, Claudio Mauriello, per confrontarsi sulla vicenda Sidigas. Dopo il summit, si è tenuta una conferenza stampa nella sala consiliare di Palazzo di Città, in cui sono stati presenti il primo cittadino e il dirigente biancoverde.

Queste le dichiarazioni principali di uno dei maggiori esponenti della Curva Sud:

«Dopo che ci ha rovinati (riferendosi a De Cesare, ndr), gli dobbiamo dare pure i soldi? Vanno cacciati fuori da questa città, con quali premesse vogliono fare calcio e basket ad Avellino? De Cesare, Mauriello e tutti gli altri non sono persone che la Curva Sud vuole e accetta, saranno contestati da oggi fino alla fine dei loro giorni se dovessero restare in questa città a lucrare e a fare calcio in questa maniera blasfema, offendendo una provincia e facendo autoretrocedere il basket; per me siamo stupidi, siamo un popolo di m***a.

Ti rendi conto che stai facendo la testa di legno (rivolgendosi a Mauriello, ndr)? Noi abbiamo perso fiducia e rispetto della tua persona, hai sempre detto che sei un figlio della Curva, per me non sei figlio nostro e non appartieni alla Curva. Tu sei di Avellino, vivi la città e avresti dovuto informarci immediatamente, non solo a noi ma all’intera popolazione; tu sei il primo che ci ha traditi. La fiducia nei tuoi confronti è pari a zero».Avellino Calcio

Questa, invece, la replica del presidente dell’Avellino Calcio, Claudio Mauriello:

«La proprietà ha sempre detto che noi amministriamo lo sport, nel momento in cui c’è una difficoltà della società ci facciamo da parte perché è giusto che lo sport debba essere amministrato da chi ha la mente sgombra e può portare avanti un progetto. Vi posso assicurare che io sono il primo tifoso dell’Avellino. Non ho mai preso in giro nessuno, perché De Cesare era nelle condizioni di fare calcio. La notifica del Tribunale noi l’abbiamo ricevuta il 23 giugno. Facciamo un passo indietro, ma non ci fanno vendere; più di questo cosa possiamo fare? È facile mettersi dall’altro lato e puntare il dito, io rimango un tifoso dell’Avellino. Io li ho conosciuti tutti i presidenti e uno che ama questa città come De Cesare non lo troverete mai. Potete urlare quanto volete, ma nessuno mi butterà fuori dalla mia città».