Avellino, i candidati sindaci con Apple Pie sottoscrivono l’impegno contro le discriminazioni



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Un altro passo importante per Apple Pie: i candidati sindaci sottoscrivono l’impegno per la diffusione della cultura del rispetto

Nella serata di ieri l’associazione Apple Pie, ha invitato nella propria sede i candidati sindaci di Avellino. L’incontro ha offerto l’occasione per presentare l’associazione nella sua interezza, fare il punto della situazione sulle tematiche riguardanti la discriminazione e sottoscrivere un documento incentrato sulla diffusione della cultura del rispetto sul territorio. Con tale documento i candidati sindaci si impegnano a sostenere le associazioni e la comunità LGBT+ del territorio, favorire la nascita di una rete territoriale e la sinergia tra le istituzioni, patrocinare e partecipare agli eventi, coinvolgere le Istituzioni Scolastiche, individuare e concedere l’uso di una sede operativa per attività aperte a tutta la cittadinanza in un’ottica inclusiva.

Presente Leonardo Festa della lista Mai Più, Nello Pizza e Carmine Schettino di Avellino Libera e Progressista, Rossella Santoro della lista Si può, Massimo Passaro di Cittadini in Movimento, Francesco Todisco Consigliere regionale e comunale.

“Sono molto contenta perché alcune persone sono venute a vedere con i propri occhi la sede e hanno visto concretamente chi siamo, come riusciamo a creare un gruppo e far circolare esperienze ed emozioni” – ha dichiarato la Presidentessa Mara Festa, nonché psicologa e psicoterapeuta.

Nel corso della serata si è parlato di discriminazione e violenza, molto spesso sottovalutata in una città come Avellino in cui non si conoscono veri e propri atti di aggressione fisica alle persone a causa della propria identità di genere e il proprio orientamento sessuale.

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“C’è molta confusione perché tendenzialmente si pensa che non essendoci atti di violenza fisica, Avellino sia una città tranquilla e aperta alle tematiche LGBT+, in realtà le violenze e le discriminazioni più pesanti avvengono in maniera verbale, attraverso quelle che vengono definite micro-aggressioni (battute, scherzi, frasi offensive). Molto spesso si ritiene che queste abbiano un impatto meno doloroso sulla vita di una persona, quando in realtà provocano danni emotivi e psicologici molto più profondi e duraturi nel tempo” – ha continuato la Presidentessa.

Si è sottolineata quindi la necessità di portare la cultura all’interno della società partendo proprio dalle istituzioni e dalle scuole, poco o per niente formate ad affrontare determinate tematiche. Nel 2015 il comune di Avellino è entrato nella rete RE.A.DY – “Rete nazionale delle pubbliche amministrazioni per il superamento delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere” ma di fatto, nulla di concreto è stato mai svolto. Talvolta però è necessario sottolineare l’ovvio, per questo motivo bisogna partire dal basso ed educare alle differenze.

“Nel nostro statuto abbiamo esplicitato che ci ispiriamo al principio del Okness, – continua Festa – la modalità di entrare in relazione con l’altro attraverso il principio Io sono ok Tu sei ok, la mia vita, la mia identità, le mie emozioni hanno valore quanto le tue”. 

Molti i complimenti per Apple Pie che nel primo anno di vita ha saputo portare  un forte segnale di cambiamento per la città di Avellino e molto ancora si appresta a realizzare.

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“Abbiamo pronti dei progetti di sensibilizzazione all’interno degli Istituti Scolastici. I bambini già a 7-8 anni utilizzano un linguaggio discriminatorio e offensivo nei confronti degli altri che non rappresentano la propria idea di “normalità”. È importante lavorare sulle modalità relazionali autentiche per sviluppare l’empatia nei confronti del mondo emotivo dell’altro e della sua identità generale per evitare di sviluppare comportamenti discriminatori e aggressivi che verranno messi in atto non solo verso persone appartenenti alla comunità LGBT+, ma in maniera indifferenziata sulle donne i bambini le minoranze.

Mi dispiace che non siano venuti tutti i candidati perché noi lavoriamo proprio per favorire l’incontro con le differenze, con punti di vista divergenti, perché siamo convinti che possano comunque arricchire le esperienze di tutti”- ha concluso la Presidentessa Mara Festa.

Nel pomeriggio anche Nadia Arace e Luca Cipriano hanno risposto all’appello di Apple Pie per la sottoscrizione del documento.

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