#Aquarius, anche Avellino si mobilita contro la chiusura dei porti

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Organizzato per domani dalla Cgil di Avellino, un presidio contro la decisione di chiudere i porti italiani: “Restiamo umani”

In queste ore sta facendo discutere la vicenda della nave Aquarius, la Ong con a bordo 629 migranti alla quale è stato impedito l’accesso in Italia.

Il neo Governo sorretto dai vice premier Salvini – Di Maio ha infatti preso la decisione di chiudere i porti italiani a nuovi sbarchi dal Mediterraneo.

629 migranti sono in mare in balia di faccende politiche che decideranno del loro futuro. Ieri la Spagna aveva acconsentito ad accoglierli, ma il porto di Valencia risulta troppo lontano e difficile da raggiungere.

Alcune città lungo la penisola si sono già mobilitate per richiedere al governo la riapertura dei porti italiani. Anche Avellino, non resterà in silenzio. La CGIL, l’ARCI, Libera, la Rete di solidarietà e mutualismo SOMA, Uds, Don Tonino Bello Comunità Accogliente ed altre realtà associative e sociali hanno deciso di organizzare un presidio per mercoledì 13 Giugno alle ore 10:30 alla Prefettura di Avellino.

“La vicenda della nave Acquarius, della ONG Sos Mediteraneè, è una delle pagine più buie della storia recente della Repubblica. Per la prima volta è stato negato l’accesso ai porti del nostro Paese, violando il millenario diritto del mare, all’accesso di una nave di soccorso colpevole di aver salvato vite umane.

Non si può rimanere in silenzio. Quando l’ingiustizia diventa legge, resistere è un obbligo ed è sempre più importante smascherare la demagogia di un governo sempre più forte con i deboli – i migranti – e debole con i forti – i grandi interessi economici e finanziari.

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Non accettiamo la fine dei valori umani e quindi non possiamo tollerare questa situazione in cui i diritti umani, salvaguardati dal diritto internazionale e dal diritto marittimo, oltre che naturalmente dalla nostra Costituzione, in queste ore siano calpestati a mero scopo propagandistico e in oscuramento delle difficoltà a mantenere le promesse elettorali su pensioni, reddito, fisco.

Non si può continuare a scaricare sui migranti la colpa della povertà, della disuguaglianza, della disoccupazione. Il governo si assuma le sue responsabilità in termini di materia economica, industriale e sociale. Non accetteremo uno scarica barile elettorale sulla pelle degli ultimi, in un rischioso gioco che non ha a cuore la vita di donne, bambini, persone. Noi sosteniamo, e sosterremo, tutti quei sindaci delle città portuali italiane che in queste ore hanno dichiarato la propria disponibilità ad essere accoglienti e disponibili a prestare i necessari soccorsi.

Contrastare questa deriva razzista che sta caratterizzando, sempre più marcatamente, le politiche sull’immigrazione del nostro Paese e dell’intero continente europeo è per noi un obbligo, un dovere civico a cui non ci sottrarremo mai.

Chiediamo a tutti i cittadini, i lavoratori, le donne e gli uomini di questa città di essere con noi , di essere insieme un presidio di giustizia e di eguaglianza”.

#restiamoUmani #apriteiporti #forticonideboli