“Avellino città ideale” si presenta: ripartire dalla cultura e dal merito

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"Avellino Città Ideale"

Presentazione "Avellino Città Ideale" - Circolo della Stampa, Avellino #Avellino #ZON

Pubblicato da Avellino.ZON su lunedì 9 aprile 2018

Questo pomeriggio, al Circolo della Stampa di Avellino, si è tenuta la presentazione dell’associazione “Avellino città ideale”. Tra i temi affrontati programmazione culturale, piccole e medie imprese, centro e periferie 

«”Avellino città ideale” è nata una settimana fa, ma è frutto di un progetto che dura da quasi un anno, per cui esisteva, esiste ed esisterà indipendentemente dalle scelte che alcuni di noi faranno alle Amministrative. Noi, di certo, intendiamo fare politica, come la politica andrebbe fatta».

Ha esordito così, l’avvocato Maria Rusolo, presidente della neonata associazione avellinese, nel suo intervento, durante la presentazione ufficiale di “Avellino città ideale“, tenutasi oggi pomeriggio al Circolo della Stampa di Avellino.

Accanto alla Rusolo, presenti gli altri soci: l’avvocato Giovanni Bove, l’architetto Pellegrino Carullo, l’ingegnere Liliana Monaco, l’imprenditore Gaetano Alvino,  Gabriella e Maria Angela Testa e la giornalista Francesca Contino, che ha moderato il dibattito.

Diversi i temi toccati nel corso dell’incontro. Si è parlato della condizione delle periferie del capoluogo irpino, del rilancio del centro storico, di rigenerazione urbana sostenibile, di sostegno alle piccole e medie imprese nonché di programmazione culturale.

Avellino città ideale

«La politica in città ha voltato le spalle alla popolazione. Avellino deve affrontare la madre di tutte le battaglie: la questione morale. Dopo il segnale dello scorso 4 marzo, bisogna voltare pagina – ha affermato Bove – È necessario scegliere tra merito e clientela, tra il vero rinnovamento  e il marciume del passato. I nostri interlocutori saranno i cittadini, le associazioni, i movimenti e gli stessi partiti».

Gabriella Testa, invece, si è soffermata sul tema delle periferie, che conosce in maniera diretta, abitando a Borgo Ferrovia: «In qualità di cittadina della periferia, vorrei condividere le decisioni ed essere protagonista di percorsi di cambiamento e di miglioramento. Pretenderei che chi decide per me lo faccia con cognizione di causa e consapevolezza. La mia città ideale è quella in cui la periferia non esiste perché tutti i cittadini dovrebbero essere parte di un sistema in grado di valorizzare e tenere vive le peculiarità dei territori».

L’architetto Carullo ha posto l’attenzione sulla questione  delle infrastrutture e degli spazi pubblici da recuperare, riscattandone le funzioni perdute e la bellezza decaduta: «La mia proposta ruota intorno al concetto di rigenerazione urbana sostenibile, attuata in Europa da oltre dieci anni. Rigenerare significa trasformare il tessuto urbano in base alle esigenze specifiche del contesto. L’obiettivo è frenare il consumo del territorio e diminuire l’uso del suolo. È importante ricucire i brani di città scollegati tra loro per una maggiore coesione sociale».

Avellino città ideale

Alvino, da imprenditore, si è concentrato sulla crisi della piccola e media impresa, molto sentita ad Avellino: «Viale Italia, ad esempio, negli anni ’90 era un pullulare di attività commerciali gestite da avellinesi, oggi è una landa desolata. Vanno individuati, dunque, degli attrattori. Non solo sagre o feste di piazza, ma qualcosa che porti gente in città tutti i giorni: una facoltà universitaria, un centro di ricerca, un istituto di alta formazione, un percorso museale. Per il centro storico ho immaginato un centro commerciale diffuso, come realizzato in molte cittadine delle Marche e della Romagna. Un consorzio di piccole e medie imprese, col Comune capofila».

Dopo l’intervento di Liliana Monaco, che ha posto in rilievo i concetti di rispetto, tolleranza e buonsenso, necessari per una nuova politica, la Rusolo ha chiuso l’incontro riepilogando i capisaldi del progetto: «La nostra provincia ha bellezza, territorio e cultura. Si può partire, quindi, dalla rigenerazione culturale delle periferie, dal rilancio del centro storico, dalla restituzione del teatro alla città, da uno statuto per le associazioni che contrasti il clientelismo. Insomma, dalla competenza, dal merito e dalla legalità».