Presso la sede Provinciale di Confcommercio Avellino si è tenuto un incontro con tutti i candidati sindaco della città di Avellino per dibattere sui programmi ed analizzare le proposte

Questione parcheggi, targhe alterne, il commissariamento ed il futuro del settore terziario: di questo si è discusso nel pomeriggio all’interno della sede provinciale di Confcommercio Avellino, in un incontro organizzato per analizzare le proposte ed i programmi dei candidati sindaco.avellino

Erano presenti alcuni dei candidati sindaco della città di Avellino: Biancamaria D’Agostino, Gianluca Festa, Luca Cipriano, Massimo Passaro, ai quali è stato chiesto quali idee per il futuro, indipendentemente da chi indosserà la fascia tricolore.

“Prima di tutto – ha affermato il direttore di Confcommercio Avellino Oreste La Stella – ci auguriamo che il commercio, il terziario venga trattato con la giusta dignità che deve avere visto quello che rappresenta in termini numerici. Il commercio è sempre stato messo nell’angolo, questa è follia perché le realtà di un territorio vanno salvaguardate, rilanciate, rivalutate e supportate”.avellino

E poi l’appello ai candidati sindaco della città: “Ci auguriamo che una volta per tutto il commercio sia considerato una vera risorsa per la città di Avellino”.

Non poteva mancare il tema dei parcheggi e delle targhe alterne, che La Stella definisce problemi che non possono essere risolti con lo schiocco delle dita e quindi: “Rispettiamo il commissario Priolo col quale c’è un filo diretto da quando si è insediato, però ci auguriamo che i candidati e quindi il futuro sindaco di Avellino ci diano delle risposte serie. I temi che sono l’abc nella gestione della città vengano trattati con buon senso”.

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Oreste La Stella

I sindaco sono stati chiamati dunque a presentare quella che potrebbe essere una nuova visione di città in ambito commerciale e a prendere la parola per prima è stata l’unica donna candidata ad Avellino Biancamaria D’Agostino.

La candidata del Carroccio ha raccontato il suo incontro con Aurelio Tommasetti, rettore dell’Università degli Studi di Salerno, in cui ha sottolineato come la mancanza di una Università nel territorio irpino influisse sull’indotto.