Avellino: “Dieci cani mi hanno aggredito”



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Immagine di repertorio

Un commerciante di Avellino ci racconta la sua esperienza: accerchiato all’alba da un branco di cani randagi chiede che si prendano provvedimenti

AVELLINO  Abbiamo raccolto le parole di un commerciante avellinese che, per necessità lavorative, apre il proprio esercizio commerciale ogni mattina al sorgere del sole. Ieri mattina, però, a fargli compagnia in via Scandone, c’era un nutrito branco di cani randagi, una decina ci racconta:

Uno di loro ha iniziato ad avvicinarsi a me, poi tutti gli altri.

Il commerciante ci ha raccontato di non aver mai avuto paura dei cani, eppure ieri, accerchiato dal branco, ha seriamente temuto per la propria incolumità. La fortuna ha voluto che sia riuscito ad aprire con cautela il proprio esercizio commerciale per rifugiarsi lì, con la piena sensazione di aver evitato un’aggressione.

Non è la prima volta che il branco viene avvistato. Si tratta di una decina di randagi, di media e grande taglia, che circolano nell’area dei Cappuccini, dove probabilmente si ritirano la sera in cerca di riparo, per poi raggiungere le più centrali zone di piazza Kennedy e piazza Libertà.

L’esperienza del commerciante risulta ancora più scottante visto che non è la prima volta che quel branco gli incute timore. Lo stesso, infatti, ci ha riferito di un episodio avvenuto quest’estate in cui, a rischiare l’aggressione, sono state la moglie e la figlia. In quest’ultimo caso, i randagi hanno agito in pieno giorno:

Erano nei pressi di piazza Libertà, quando si sono avvicinati a mia moglie e mia figlia. Fortunatamente una signora, che passava di lì, li ha difesi col tavolo da stiro che aveva appena comprato. Lo ha messo davanti a mia figlia e il cane ha morso quello. avellino

Quella del randagismo è una piaga che da sempre colpisce Avellino e Provincia. La primissima responsabilità va attribuita a chi, privo di coscienza, abbandona i propri animali. Dal momento, però, che il problema sussiste, è necessario prendere provvedimenti.

La legge italiana tutela gli animali da affezione, quali sono i cani. Toglierli dalla strada, non solo ridurrebbe i rischi di aggressione, ma darebbe agli stessi animali una vita migliore e, magari, una possibilità di adozione.

L’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani), nel mese di gennaio, stava valutando la possibilità di stabilire una regolamentazione univoca che potesse migliorare la gestione del randagismo, affinché i singoli Comuni non siano disorientati nell’applicare le normative, spesso confuse, che vigono in materia.

Ad ogni modo, il nostro appello, nonché quello della vittima dell’aggressione, va alle Autorità avellinesi, perché anche proteggere i propri cittadini e salvaguardare la salute dei propri animali, rientra in un livello di civiltà che va, necessariamente, raggiunto.

 

 

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