Avellino, bufera edilizia scolastica: la marcia degli studenti

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Montoro- Avellino

Ad Avellino se le scuole rischiano di crollare crolla anche il diritto allo studio. Gli studenti non ci stanno e marciano verso il Palazzo della Provincia

Non è solo “Attila” a scatenare bufere su Avellino. La città infatti sta vivendo negli ultimi tempi un vero e proprio sconquasso, accaparrandosi anche spazi nella cronaca nazionale con lo scandalo della Cisl e la scoperta del circolo di “baby prostitute”.

Se questo non bastasse, è di pochi giorni fa un nuovo e scottante caso di cronaca: il sequestro di due scuole in pieno centro.

avellino- edilizia scolastica

Nel giro di poco tempo, infatti, i Carabinieri hanno apposto i sigilli agli ingressi dello storico edificio del Liceo scientifico Mancini e a quelli della scuola media Solimena, rispettivamente il 3 e l’11 novembre; per entrambi il rischio evidenziato è quello di crolli strutturali.

Così, ad oggi, il numero degli “sfrattati” supera il migliaio  e l’ipotesi più plausibile è quella del doppio turno, mentre tra coloro che godono ancora di aule proprie iniziano a circolare voci su nuovi controlli e chiusure.

Dunque, ancora una volta, gli studenti di Avellino sono  costretti a fronteggiarsi con l’inadeguatezza dell’edilizia scolastica. Non bisogna dimenticare, infatti, che già durante lo scorso anno scolastico proprio nel capoluogo sono state molteplici le chiusure e gli spostamenti dovuti alla mancanza dei requisiti antisismici.

Intanto salgono a tre i nomi nel registro degli indagati, tra cui: il primo cittadino Paolo Foti, per omissione di atti di ufficio; Gaetano D’Agostino, del settore Edilizia scolastica; e Fernando Chiaradonna, dirigente ai Lavori pubblici. Se i reati venissero confermati sarebbe davvero il caso di dire alla latina “Quis custodiet ipsos custodes?- Chi sorveglierà i sorveglianti stessi?”.

Tuttavia in questa degradante vicenda, al dì là dei colpevoli, il problema resta e diventa sempre più concreto ogni nuovo giorno, al mancato suono della campanella scolastica.

Per tale ragione durante la scorsa mattina, quella di lunedì 13 novembre, gli studenti appartenenti a tutte le scuole di Avellino si sono uniti in un corteo di protesta che partendo dalla sede del Mancini ha attraversato la città fino a raggiungere il Palazzo della Provincia. Sotto la pioggia, controvento, con un solo obbiettivo: far valere il loro diritto allo studio.

“Sono scese tutte le scuole- afferma la rappresentante d’Istituto del Liceo classico Colletta- perché tutti gli studenti sono coinvolti, l’edilizia scolastica è un problema generale e non legato ai singoli licei. Le Istituzioni non erano presenti, in Provincia non c’erano le persone che avrebbero dovuto risponderci”.

Bisognerà attendere a domani per ulteriori sviluppi. “Ai rappresentanti delle scuole in Provincia è stato detto che domani sarà convocata una riunione a cui parteciperanno i dirigenti dell’Istituto Luigi Amabile, dell’istituto Guido Dorso, del Manlio Rossi Doria e del Publio Virgilio Marone”- così l’UDS di Avellino, che ha dichiarato anche il disappunto degli studenti del liceo Mancini, la cui preside non sarebbe stata invitata a prendere parte alla riunione.