Avellino, ex giocatore premiato come miglior tecnico Scozia



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Ha esordito nel 1985 nell’ Avellino in prima squadra, da lì il suo successo sempre in salita per l’attuale tecnico Angelo Alessio

La Scottish Football Association (SFA), il massimo organismo calcistico scozzese, assegna un premio al tecnico (ex giocatore avellino) che si è maggiormente distinto in campionato.
Riconoscimento assegnato per il mese di ottobre ad Angelo Alessio allenatore del Kilmarnock.

Alessio è una vecchia conoscenza dell’Avellino. Il tecnico italiano, ha giocato con i lupi in massima serie collezionando  in serie A 48 presenze e mettendo a segno 7 gol.

Ha collezionato 100 presenze in campionato con la Juventus segnando 11 reti. In carriera le presenze sono 333 con 51 reti. Vanta 31 presenze in coppa Italia con 6 reti . E vanta anche 18 presenze nelle coppe europee con 5 reti, di cui 1 in Coppa dei Campioni. Inoltre ha giocato 5 volte nella nazionle U-23 con una rete.
È vice di Conte alla Juve da ben tre anni.

Avellino, Angelo Alessio

Il Professor Giovanni Caramante ci racconta la storia di Angelo, angelo di nome e di fatto. Nasce a Capaccio, alla Laura, il 29-aprile del 1965. Ed è proprio vicino al mare, in uno spazio prima della pineta, che il nostro Angelo dà i primi calci al pallone assieme ai suoi fratelli e ad altri ragazzini che abitavano nelle vicinanze.

Un giorno il mio grande amico, il compianto Salvatore Apadula, volle portami con la sua macchina a vedere questi ragazzini giocare. Senza scendere dalla stessa, come era solito fare, mi disse di osservare con attenzione uno di questi. Era il nostro Angelo e ricordo le testuali sue parole: “ Gianni questo diventerà un grande calciatore”. Era il tempo dopo la metà degli anni 70 e Salvatore si era preso cura dei ragazzi dell´Herayon. Tra questi ragazzi crebbe calcisticamente Angelo Alessio, coccolato da Salvatore Apadula che, ad ogni allenamento, passava prima per casa Alessio per prelevarlo con la sua macchina.

E quante ne fece per il suo pupillo, lui ci credeva e lo portava ad ogni provino che veniva organizzato in Campania e oltre. Ma nella vita ci vuole fortuna e nei primi anni per Angelo questa non voleva arrivare.

Intanto il nostro eroe non si faceva illusioni e badava, perché era necessario farlo, anche a dare una mano in famiglia. Io lo ricordo come ragazzo di spiaggia al lido Cerere di don Peppino Acanfora. In uno degli ultimi provini, però, finalmente alcuni osservatori lo notarono e Salvatore Apadula non riusciva a stare nella pelle per la contentezza.

Ma la malasorte era dietro l´angolo: una caduta dal motorino, poco prima che finisse l´estate, gli procurò un profondo taglio all’altezza del ginocchio. Ci volle quasi un anno prima che Angelo guarisse del tutto. Intanto gli anni passavano e sembravano svanire i sogni di Salvatore Apadula, che voleva a tutti i costi che il suo Angelo diventasse un calciatore vero.

Nella stagione sportiva 81/82 Salvatore Apadula raccoglie la proposta del presidente Acanfora di portare tutti i suoi ragazzi nella Poseidon e da quel momento divenne il responsabile unico del settore giovanile della Poseidon. Erano tanti i ragazzi e tanti i provini che venivano organizzati per i visionatori di squadre professionistiche. In uno di questi, svoltosi proprio sull´allora campo sportivo Mario Rigamonti di Capaccio Scalo, ci sentimmo dire dall´allora responsabile del settore giovanile del Napoli Angelo Sormani le testuali parole ” il ragazzo ( Alessio) era bravino ma correva male e non sarebbe diventato mai un bravo giocatore di calcio”. E anche questa volta sembrava fosse andata male. Ma non fu così.

Alcuni dirigenti del Solofra(provincia di Avellino) che venivano a villeggiare a Paestum, presso l´hotel Cerere, lo avevano visto giocare a pallone sul lido al mare. Vennero ,poi, a settembre di quell´anno 1983 a visionarlo in una partita di coppa che disputammo contro la Sangiuseppese, proprio a S. Giuseppe Vesuviano.

Per la Poseidon fu una severa sconfitta ma Angelo fece goal e disputò un partitone. Il lunedì gli stessi dirigenti vennero a chiedere al presidente Acanfora di cederlo alla loro squadra. Fu fatto. Il nostro Angelo, assieme a Pietro Sabia, venne ceduto al Solofra. Con Pietro che lo accompagnava con la sua macchina a fare gli allenamenti, Angelo disputò un campionato di Promozione strepitoso. Venne a giocare anche contro la Poseidon sul nostro campo e per noi non ci fu nulla da fare. Perdemmo e Angelo ci fece goal e alla fine ci evitò pure l´umiliazione della goleada.

L’ anno dopo, il Presidente del Solofra lo trasferì all’ Avellino, società di cui era anche socio, e la strada del successo si spalancò davanti ad Angelo. L´anno 1985 esordisce in prima squadra e da qui fu solo un crescendo di successi. Ma questa è storia, e l’Avellino ne fa parte. 

 

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