Avellino, al corteo per Federico Petrone parla il fratello Amato



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Federico Petrone

Si è svolta questa mattina ad Avellino la manifestazione pubblica Giustizia per Federico Petrone. Il fratello: “È irragionevole che il colpevole sia accusato di lesione aggravata e non di tentato omicidio”

Questa mattina si è svolta ad Avellino la manifestazione pubblica “Giustizia per Federico Petrone” organizzata dal Comitato spontaneo studentesco – amici di Federico Petrone, il giovane rapper di Serino sparato da un diciannovenne di Contrada, fratello della ex ragazza, lo scorso martedì. Il ragazzo gli avrebbe puntato la pistola alla testa, premendo il grilletto. Ma la pistola si è inceppata ed il colpo non è andato a segno. Avrebbe, poi, puntato l’arma una seconda volta mirando al cuore, ed il colpo lo ha ferito ad un braccio. Una tragedia fiorata. Federico ha subito più di un’operazione al braccio, presso l’Ospedale Moscati di Avellino, a causa della delicata posizione del proiettile. Il ragazzo di Contrada, G.C.,  è finito agli arresti domiciliari per l’ipotesi di reato di lesioni aggravate dall’utilizzo di arma da fuoco.

Il corteo è partito alle ore 9:30, dalla scuola I.T. E. Amabile (in via Morelli e Silvati) ed ha attraversato le strade di Avellino, concludendosi in via Stanislao Esposito. Una marcia per dire No alla Violenza, per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle problematiche giovanili che spesso degenerano in violenza e brutalità. Una manifestazione per dire che la violenza non è forza ma debolezza, e mai può essere creatrice di qualcosa, ma soltanto distruggitrice. L’aggressività è sempre ingiusta. E mai giustificata.

Federico Petrone
Nella foto, Federico Petrone

«Al corteo – ha dichiarato Amato Petrone, fratello della vittima – c’erano centinaia di persone. Le ragioni di questa marcia, organizzata dagli amici di Federico, sono dettate da un senso di giustizia. Deve essere fatta giustizia perché è irragionevole ed aberrante che l’aggressore non sia stato immediatamente arrestato e soprattutto che il capo di imputazione non sia quello di tentato omicidio, ma quello di lesione aggravata. Si tratta di un messaggio alla violenza in genere, perché negli ultimi tempi ci sono stati molti accaduti come questo. Ed è irragionevole. Difatti uno degli striscioni di questa mattina recitava proprio “No alla violenza”. Sconfiggere la violenza è un atto di giustizia».  

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