Avellino, finiscono gli incubi di una donna perseguitata



0
montoro

Perseguitata fisicamente e psicologicamente dal marito, una donna di Avellino riesce a trovare il coraggio per denunciarlo e porre fine ad un incubo durato fin troppo a lungo

Una famiglia come tante, un equilibrio rotto dalla violenza fisica, dalla violenza psicologica e dalle minacce di morte: gli agenti della Polizia di Stato di Avellino, negli ultimi due mesi hanno intensamente lavorato, sotto il coordinamento della locale Procura della Repubblica, per raccogliere prove e costruire il quadro indiziario che ha consentito all’Autorità Giudiziaria di emettere un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per i reati di maltrattamenti in famiglia, violenza privata e atti persecutori nei confronti della moglie a carico di un cittadino di Avellino, F.M., pregiudicato e nullafacente residente in città.

Tutto nasce da un intervento del personale dell’UPGSP che, in servizio di volante, è chiamato a soccorrere una donna che aveva chiamato il 113 terrorizzata, in quanto, a suo dire, il marito la stava inseguendo a bordo di una moto, armato di coltello: in quest’occasione, risalente a fine maggio di quest’anno, la donna presenta una querela, che ha poi ritirato, nella quale raccontava di un doloroso menage familiare, intriso di violenze e minacce, acuite a seguito della separazione voluta dalla moglie, dal momento che la coppia continuava a vivere sotto lo stesso tetto. avellino

Il marito, dedito all’abuso di sostanze alcoliche, aveva trasformato il senso di protezione che dovrebbe suscitare una casa coniugale in un incubo vero e proprio, usando atteggiamenti violenti anche in presenza delle figlie minori: la vittima, nel tentativo di reagire, ha presentato altre denunce, anche all’Arma dei Carabinieri, che però sono state tutte ritirate a causa delle minacce di morte che il marito le rivolgeva, allo scopo di farle ritirare le querele.

La paura di ritorsioni da parte del marito spesso costringeva la donna a rifugiarsi a casa dei genitori e comunque ha determinato un clima di generale sopraffazione, con grandi sofferenze psicologiche per tutti e il conseguente completo sconvolgimento delle normali abitudini di vita delle vittime.

Nel mese di giugno, poi, la convivenza si interrompe e l’uomo abbandona la casa coniugale, andando a vivere in un camper: a questo punto, la donna, aiutata dagli agenti della squadra mobile di Avellino, è riuscita a trovare il coraggio di presentare denuncia, questa volta non ritirata, nella quale tutto il quadro accusatorio è stato confermato in uno straziante e liberatorio racconto delle violenze subite.

Alla luce di tutto ciò, Il Gip del Tribunale di Avellino, su richiesta della Procura della Repubblica, ha emesso il provvedimento restrittivo a carico del 44enne, che è stato rintracciato ieri a Pescara, dove stava trascorrendo una breve vacanza e trasferito nella Casa Circondariale di quella città.

Leggi anche