Avellino, grande afflusso per “Il male di vivere”



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Grande riscontro per l’appuntamento di sabato sera sul tema dell’anoressia, presso il Circolo della stampa di Avellino. Presente anche il Sindaco

Sabato 19 ottobre, alle ore 18:30, presso il Circolo della stampa ad Avellino, è stato presentato il libro di Silvana GranoIl male di vivere, sul tema dell’anoressia (https://it.m.wikipedia.org/wiki/Anoressia). 

Gremita di gente la sala del circolo della stampa e numerose le insegnanti presenti in sala.

Spesso l’ ambiente familiare è alla base di questo disturbo. Chi ne è colpito è come se bloccasse la propria crescita. L’anoressia è quel male del corpo e dello spirito dal quale si può uscire; è una specie di mostro, una prigione da cui vorresti uscire ma non sai come fare. Una malattia del corpo, della psiche, ma soprattutto dell’anima.

Sono intervenuti all’incontro la Professoressa Carmela Bravaccio, associato responsabile UOSD di neuropsichiatria infantile-Federico II di Napoli; la Professoressa Silvana Grano, già ricercatrice dipartimento di pediatria II Università di Napoli ed autrice del libro; l’editore de Il Papavero e moderatrice dell’incontro, Donatella De Bartolomeis.

Le letture sono state affidate alla straordinaria voce ed interpretazione di Marina Parrilli, che ha letto alcuni significativi stralci del libro. Il book trailer de Il male di vivere, proiettato in sala prima di iniziare il dibattito, é stato realizzato dal regista Giuseppe Falagario.

Oggi di anoressia si muore – ha esordito Donatella De Bartolomeis -, se si arriva tardi è una strada di non ritorno. Spesso per ignoranza sottovalutiamo il problema e se non conosciamo qualcosa, non possiamo sapere fino a quanto può essere grave. Come Camilla, che è la protagonista del romanzo, i ragazzi hanno un’abilità nel nascondere la malattia ed i primi segni di essa. Dobbiamo fare molta attenzione“.

Anoressia e bulimia sono malattie complesse, determinate da condizioni di disagio psicologico ed emotivo, che quindi richiedono un  trattamento sia del problema alimentare in sé che della sua natura psichica.

Quando ho deciso di parlare di anoressia, ho scelto di farlo attraverso un romanzo, – racconta Silvana Grano-, parlando direttamente al cuore del lettore. Camilla, protagonista del romanzo, si avvia inconsapevolmente verso la malattia. Lei non accetta il suo corpo, non lo ama. Camilla vive in una famiglia come tante, la madre è una casalinga e il padre è un operaio che lavora tutto il giorno.

Il fratello maggiore è un narcisista ed egoista, che vive la sua vita con spensieratezza, senza accorgersi dei problemi di chi gli sta accanto. Il romanzo inizia con le mancanze di una famiglia: assenza di dialogo, dove ognuno rimane chiuso nella propria solitudine. Ognuno certo che il suo male sia unico ed universale. 

Tutto il romanzo è sotto il segno del l’essenzialità, senza orpelli; è una prosa asciutta dove tutto il superfluo è stato eliminato, dove ogni parola è mirata a far sorgere una riflessione e condividere un’emozione. Sono mirate a far capire la personalità di una ragazza come Camilla, che sceglie di non mangiare più. Testi scientifici tradotti ed immersi nella vita quotidiana, realtà che spesso vediamo lontanissime ma che spesso, sfortunatamente, sono assai vicine “.

All’incontro presente anche il sindaco di Avellino, Gianluca Festa:

Quando parliamo di anoressia, parliamo di malattia complessa, e credo che le Istituzioni debbano provare a dare un contributo sapendo che c’è un problema, sapendo che non è semplice affrontarlo, ma con un buon punto di ascolto e persone qualificate, si può tirar fuori la malattia prima che si manifesti a livello grave. 

La mia presenza intende testimoniare un’attenzione ed una vicinanza al problema, nonostante i limiti rispetto alle competenze e nei limiti delle possibilità e degli strumenti. È importante individuare le figure che riescono a far venir fuori il problema, prima che diventi incurabile “.

Avellino

Interessante e saturo di spunti di riflessione, l’intervento della Professoressa Carmela Bravaccio:

” La Federico II ha 4 posti letto e sono circa 7 mesi che due di questi sono costantemente occupati da ragazzini che soffrono di disturbi alimentari. Arrivano già in situazioni gravi, ciò significa che non esiste prevenzione. Mi rendo conto quanto a tal proposito, fare cultura sociale sia importante almeno quanto fare prevenzione. Parlare di alcune patologie ci ha permesso di dimenticarne altre ugualmente importanti.

Ed è importante sottolineare come non ne siano colpite soltanto ragazzine, ma anche ragazzini. È una malattia che, rispetto al passato, si è largamente diffusa. Siamo cambiati noi, la società e i mass media non ci hanno assolutamente aiutati per certi versi, se non per una maggiore conoscenza. Anche la bulimia, come l’anoressia, è allarmante e derivano da una scarsa autostima oltre i disagi che magari si ritrovano a vivere”.

Conclusivi gli interventi del pubblico, tra cui un’insegnante ed un’insegnante con un passato da anoressica, oramai superato:

“Io lo so cosa significa dire – Mamma ho mangiato i biscotti che avevo in borsa-. Io so cosa significa camminare come una foglia secca sotto il sole. E so cosa significa guardarmi allo specchio, pesare 41 kg, portare la taglia 38 e non piacermi. Io lo so” .

Vedi anche https://avellino.zon.it/ad-avellino-si-presenta-il-male-di-vivere-lanoressia/?fbclid=IwAR2kWYCYCuJFE1YKrU_SWB_4W7LAT6Ydfe_d3MjnL2GHdIm-W9EEdBNNuSk

 

 

 

 

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