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    Avellino – Indotto Whirlpool: 60 licenziamenti in Irpinia

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    Avellino, indotto Whirlpool previsti 60 licenziamenti in Irpinia il prossimo 31 ottobre 2021 per i lavoratori della Scame di Sant’Angelo dei Lombardi 

    Avellino- Indotto Whirlpool, 60 licenziamenti in Irpinia

    AVELLINO 28 OTTOBRE 2021 -Il 31 ottobre sarà una giornata funesta per l’Irpinia, i 60 lavoratori della Scame Mediterranea di Sant’Angelo dei Lombardi saranno licenziati, non essendoci i presupposti per la proroga della cassa integrazione ministeriale, nonostante Scame sia azienda dell’indotto diretto della Whirlpool.

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    Con un comunicato stampa, «Un triste epilogo – dice Carmine De Maio, segretario generale Filctem Cgil Avellino – dopo quasi due anni di richieste inviate al ministero, manifestazioni, presidi sotto la prefettura, interventi nel consiglio regionale, richieste di interlocuzioni con la politica provinciale, regionale e nazionale. Il dramma e la crisi in cui sono piombati gli addetti dell’indotto irpino ,con il serio rischio di perdere centinaia di posti di lavoro in un’ area di profonda crisi umana ed industriale, non è diventata una vertenza comune ad ogni livello ma è stata soffocata da un silenzio assordante».

    «Questa vicenda è l’ennesima prova del chiaro fallimento di tutta la classe dirigente Irpina, me compreso per il ruolo che ricopro. Riprendendo un noto slogan che periodicamente ritorna: “nessuno sarà lasciato solo “,amaramente dobbiamo constatare che dipende sempre in quale area geografica di questo benedetto ( o maledetto) paese tu sia residente».

    «Vorrei ringraziare personalmente il Mise per non averci mai convocato, i consiglieri regionali Petracca, Alaia e Petitto per il disinteresse passionale profuso sulla vicenda, il consigliere Ciampi per non avere ricordato agli esponenti governativi del M5S, ultima in ordine temporale il Vice Ministro del Mise Alessandra Todde, che ad Avellino l’intero indotto chiude e non per ultimo lo sforzo minimale delle amministrazioni comunali e Provinciali».

    «Il silenzio e la rassegnazione – conclude De Maio – sono diventati la normalità in questa provincia e questo ci dovrebbe spaventare e far reagire, riscoprendo il senso di comunità, il valore della dignità dell’essere umano».

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