Avellino, l’appello della mamma di Martina: “Lasciati soli a combattere autismo”



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aiello, autismo

“Martina – dice la madre – soffre di autismo e non riesce a parlare. Non ho nessun ausilio che possa facilitare un contatto con lei, nessuno ci aiuta”

La bambina di Federica, malata di autismo, si chiama Martina, ha cinque anni e non comunica.

Ancora una volta è all’Asl di Avellino, con la speranza di ottenere aiuti che non arrivano mai.

Perché le famiglie che hanno un bimbo autistico hanno bisogno di non sentirsi lasciate sole e hanno bisogno di ausili che aiutino a creare un contatto con i loro figli.

Oltre a sua figlia, spiega Federica, ci sono circa 350 altri casi in Campania e anche queste famiglie hanno bisogno di essere coadiuvate da personale specializzato, oltre a cure per i loro bimbi.

Infatti, è necessario adattarsi alle esigenze del bimbo malato.

Federica fa notare che occuparsi di un soggetto affetto di autismo, significa affrontare una miriade di difficoltà e accollarsi tante spese che, spesso, la sanità non garantisce.

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Quindi quella dell’autismo è una strada difficile da percorrere da soli,  invece, sarebbe più opportuno percorrerla insieme a personale specializzato, appartenente a tutte le strutture coinvolte nelle varie fasi della vita del bimbo/a malato/a (es. sanità, scuola,ecc.).

 

Serve che si apra un dibattito costruttivo e che finisca il peregrinare delle famiglie per sottoporre il proprio caro ad una serie di innumerevoli ed inutili visite per ottenere un ausilio che non verrà mai dato.

È molto deprimente per una madre, continua Federica, vedere il proprio figlio chiedere un qualcosa e non riuscire a comprenderlo.

 

La massima esponente dell’Asl, Maria Morgante, nel voler dare un segno di collaborazione, ha dato vita ad un confronto al quale hanno partecipato la rappresentante dell’ufficio scolastico provinciale, Rosa Grano, e rappresentanti di associazioni, per cercare di dare un supporto fattivo a queste famiglie.

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