Questa mattina è stato presentato presso la Sala Stampa di Palazzo di Città, il programma che vedrà protagonista la Zeza di Bellizzi Irpino per il Carnevale di Avellino

Dal 1974 inserita nei Beni Immateriali della Regione Campania, la Zeza di Bellizzi andrà in scena domani sera presso il Conservatorio Cimarosa di Avellino.

L’evento è intitolato “Zeza dalla strada al Tempio della Musica“, con inizio alle ore 20:30, per poi prendere parte alla sfilata nel borgo di Bellizzi e alla Mascherata di domenica mattina che animerà Corso Vittorio Emanuele II.

La Zeza di Bellizzi ha origini napoletane ed antichissime.

La canzone di Zeza va infatti in scena dal ‘600 e da allora è caratterizzata dal fatto che gli attori, anche quelli che occupano ruoli femminili siano solo maschi.
Questo perché a quel tempo era improponibile che una donna potesse recitare per strada o nei teatri.
Già in quel tempo la commedia di Zeza e Pulcinella veniva rappresentata su territorio partenopeo subendo anche numerose censure per il linguaggio adoperato, e nei secoli successivi, ha trovato ampio spazio sul territorio irpino con le rappresentazioni in diversi comuni.
Ma questa manifestazione di origini napoletane trova terreno fertile nella frazione avellinese di Bellizzi Irpino.

Questo perché anticamente Bellizzi Irpino era chiamato il “Casato delle Bellezze”, per la posizione geografica e le bellezza dei luoghi, che durante la stagione calda ospitavano i regnanti napoletani che si dedicavano alla caccia.
Il luogo era abitato prevalentemente da contadini e l’economia della zona era prettamente agricola, pastorale, silvicola e boschiva. Il corteo reale si recava nelle campagne dove esisteva la casa di caccia dei principi napoletani, arricchito da uno sciame di soldati, falconieri, servi e saltimbanco.
Proprio questi ultimi per allietare le serate inscenavano questa farsa tragi-comica alla cui esibizione, nascosti nel buio delle campagne, assistevano i contadini del luogo.
Quest’ultimi anno dopo anno ne impararono la mimica e le parole, omettendo le oscenità e salvaguardandola dalle contaminazioni del tempo.
La Zeza di Bellizzi, infatti conserva ancora lo stesso canovaccio, gli stessi abiti e la stessa atmosfera del passato, tra riconoscimenti di critica e applausi del pubblico. Il testo è stato, però scritto solo qualche decennio fa quando il maestro Roberto De Simone, ne fece uso per inserirlo nella famosa “Gatta Cenerentola” con la quale vinse il festival dei Due Mondi di Spoleto.
La Zeza ha un  trascorso di tutto rispetto è stata infatti protagonista ai piedi della grotta di Napoli, al teatro Mercadante di Napoli, ed è stata indiscussa protagonista del Carnevale Di Venezia, con una piazza San Marco gremita di gente nell’apprezzare lo spettacolo dei zezaiuoli diretti magistralmente dall’allora capo Zeza Leopoldo Iannaccone.