domenica - 28 Febbraio 2021

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    Avellino: progetto TE.M.I. una rete per contrastare la violenza di genere

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    Ad Avellino nasce il progetto TE.M.I. sportello uomini maltrattanti, azioni di sensibilizzazione, formazione e interventi volti al contrasto e alla prevenzione della violenza di genere

    Prenderanno il via ad inizio febbraio le attività del progetto TE.M.I. – sportello uomini maltrattanti. Il progetto finanziato dalla Regione Campania, è promosso dall’associazione A Voce Alta di Salerno e vede come partner l’Acli di Avellino Aps e l’U.S. Acli di Avellino. Tra le istituzioni in rete come Partner troviamo il Comune di Avellino e il Comune di Atripalda.

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    In un periodo in cui la pandemia ci ha visti e ci vede ancora costretti in casa per la maggior parte del tempo, i casi di violenza domestica sono aumentati esponenzialmente. Secondo i dati diffusi dall’ISTAT, nel periodo tra Marzo e Ottobre, sono aumentate del 71,7% le chiamate ricevute dal 1522 (numero verde antiviolenza promosso dal Dipartimento per le Pari Opportunità), rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le richieste di aiuto via chat sono quadruplicate passando da 829 a 3347.

    Numeri che ci spingono ad una necessaria riflessione, numeri che parlano di storie, di donne maltrattate e di uomini spesso incapaci di essere migliori di ciò che sono.

    Il progetto TE.M.I. tuttavia, nasce già qualche anno fa, con l’obiettivo di contrastare e prevenire la violenza di genere e vede quest’anno, la sua comparsa sul territorio. Durante la presentazione ufficiale del progetto, i responsabili che lavoreranno in rete, hanno avuto modo di illustrare le attività e le modalità attraverso le quali opereranno.

    La dottoressa Immacolata Mara Festa ha focalizzato l’attenzione sulla necessità di intervenire, con azioni concrete, sulle modalità di relazione. Un viaggio che porti alla scoperta di nuove possibilità, perché chi agisce la violenza non conosce altre alternative a quelle che mette in atto.

    “La violenza è legata ai temi del disagio e alle rappresentazioni culturale, in particolare quelle patriarcali. Abbiamo immaginato di lavorare sulle rappresentazioni in quanto generano dinamiche di potere, conflitto e svalutazioni. In quanto psicologi ci siamo trovati spesso a confrontarci sul tema delle relazioni e sul lavoro che si può fare sulle relazioni. Immaginiamo di poter lavorare per sensibilizzare ad una forma di relazione autentica, in cui non ci siano manipolazioni, in cui valgano i principi della parità e dell’io sono ok tu sei ok“. 

    Avellino, TE.M.I. - violenza di genere

    Principi che il progetto si porta nel nome. “Il nome del progetto è un acronimo che riprende alcune lettere della dicitura sportello uomini maltrattanti – ha continuato Festa – Temi è una divinità greca, la dea dell’ordine e della giustizia e delle legge naturali che vigila su ciò che è lecito e non è lecito. Fa pensare al confine, ciò che non deve essere valicato per entrare in relazione con l’altro con rispetto e cura”.

    La risposta delle istituzioni, degli enti e i cittadini del territorio, è stata forte, molte persone si sono rese disponibili a collaborare affinché si possano creare i presupposti di società giuste, basate sulla parità.

    “È fondamentale lavorare sul substrato culturale in cui siamo immersi – ha continuato la dottoressa Mariangela Peritonella nostra società si tende a parlare di colpa piuttosto che responsabilità. Vogliamo diffondere un linguaggio diverso, andando oltre la pena e la colpa. Quando parliamo di violenza, non si può parlare di singolo, ma dinamica relazionale.

    Il progetto TE.M.I. si avvale dell’esperienza dell’Associazione A Voce Alta Salerno che già da qualche anno opera sugli uomini maltrattanti nel territorio salernitano.

    “Da un punto di vista culturale, l’aprire uno sportello per uomini maltrattanti comunica uno spostamento della cornice di riferimento con la quale guardiamo al tema – ha dichiarato il dottore Fabio Martino la comunicazione solitamente ha come oggetto l’intervento sulla donna, questo non fa che nascondere l’autore. Il problema della violenza maschile sulle donne ci riguarda tutti.

    “Pensiamo sia necessaria una cornice molto ampia in cui al fianco degli interventi e le azioni di sostegno alle donne vittime di violenza e ai figli, ci sia un accompagnamento e un trattamenti degli uomini autori di violenza – ha continuato la dottoressa Pamela Ursoleo –  per introdurre una nuova prospettiva, che è soprattutto culturale, è necessaria una rete costituita non dai singoli professionisti, ma un coro fatto dai servizi sociosanitari, centri di violenza, terzo settore, forze dell’ordine, sistema della giustizia”.

    Da febbraio le azioni partiranno con la messa in campo di uno sportello per uomini autori di violenza, azioni di sensibilizzazione tra cui sono previsti tre eventi sportivi, incontri formativi per gli operatori.

    Per info: progettotemiav@gmail.com

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