Avellino, quattro domande al candidato sindaco Amalio Santoro

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Abbiamo pensato di porre quattro domande ai candidati sindaco della Città di Avellino, concentrando l’attenzione sulle politiche giovanili e sulla storia di ognuno di loro

A rispondere alle nostre domande Amalio Santoro candidato sindaco per la città di Avellino con la lista “Si Può”.

L’intervista ad Amalio Santoro

Lei da dove viene? Qual è la sua storia politica e perché ha scelto di candidarsi a sindaco di Avellino?

Da sempre mi sono riconosciuto nella tradizione cattolico- democratica. Ho vissuto l’esperienza del movimento giovanile della Dc, la stagione del declino democristiano e la scommessa del nuovo Partito Popolare. Dal 1996 al 1999 sono stato segretario provinciale del Partito Popolare e mi sono dimesso quando fu bocciata la proposta di ricandidare Antonio Di Nunno come Sindaco nelle amministrative del 1999 e l’ipotesi di costruire un Centro- Sinistra di qualità e di cambiamento. Ho scelto di candidarmi perché me l’hanno chiesto le forze giovani della lista Si Può e gli amici di sempre; un tentativo per provare a fermare il declino della nostra città, devastata da anni di malgoverno.

Siamo alla chiusura della Campagna Elettorale, qual è l’avversario che teme e perché?

L’avversario che temo di più è l’indifferenza dell’opinione pubblica verso la politica; la politica ha troppo spesso tradito le attese dell’elettorato, gli errori sono stati tanti ma non serve in questo momento alimentarne il disprezzo, perché la buona politica può servire a risolvere alcuni problemi delle persone e a ridurre alcuni mali.

avellino
Amalio Santoro

Lei cosa prevede nel suo mandato, in caso di vittoria, per quanto riguarda le politiche giovanili nella Città di Avellino?

Avellino purtroppo al momento è una città poco attraente per le nuove generazioni, che infatti in larga parte l’abbandonano; bisogna innanzitutto provare a fermare questa emorragia, scommettendo su un altro tipo di città, sulla cultura e sul protagonismo attraverso una rete di associazioni e cooperative che esaltino l’intelligenza e la professionalità dei giovani che resistono e che scommettono ancora sul capoluogo. Infine l’amministrazione deve impegnarsi nella gestione e nell’utilizzo più virtuoso dei fondi europei.

Perché il popolo avellinese dovrebbe votare Lei e cosa c’è di differente in contrapposizione agli altri?

La città è a un bivio: o continuare nella deriva di questi anni, quindi scegliere di continuare ad essere governata dalle stesse forze politiche che hanno governato negli ultimi mandati, o scegliere la via del cambiamento e della speranza, con le tradizioni democratiche, dall’umanesimo socialista al cattolicesimo democratico, che sono rappresentate dalla lista Si Può.